A Como le minacce di raduni violenti: vie del centro piene e anche i negozi barricati scelgono di riaprire
La cronaca Diversi negozi del centro hanno schermato le vetrine con il compensato, salvo poi riaprire nel primo pomeriggio a fronte di una situazione tranquilla in città. Perquisizioni questa mattina a Cantù, Erba e nel capoluogo
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Como
Aggiornamento delle 15: Grande folla intorno al Sinigaglia prima dell’inizio della partita contro il Sassuolo: i tifosi del Como si sono diretti a piedi dalle vie del centro città verso lo stadio senza incontrare alcun tipo di disordine. Intanto da Lazzago sono arrivati anche i tifosi del Sassuolo, con i pullman: come al solito le strade intorno al Sinigaglia sono state chiuse per giusto il tempo necessario a far passare i mezzi dei supporter. Alle 15 il fischio d’inizio della partita.
Nel primo pomeriggio Twin Set, uno dei negozi di abbigliamento del centro storico che aveva deciso di rimanere chiuso e con le vetrine schermate, ha tolto le tavole di compensato e riaperto le proprie porte al pubblico a fronte di una mattinata molto più tranquilla di quanto previsto. Per le vie del centro nel pomeriggio si sono visti girare anche diversi militari.
I tifosi vanno verso il Sinigaglia per Como-Sassuolo. Video di Toppi Martina
Aggiornamento delle 13: Nessun segnale di preoccupazione tra le vie del centro città, dopo una mattina in cui si sono viste molte persone a passeggio per Como.
Tra i negozi barricati anche quelli della zona dei portici Plinio. Oltre al Foot Locker, che già nei giorni scorsi si era adoperato per proteggere le proprie vetrine e che oggi appare completamente barricato, ma con la luce accesa all’interno dei locali dove si possono vedere agenti per la sicurezza presenti, il negozio Rolex oggi ha le saracinesche abbassate mentre al Como Store situato proprio di fronte al Mc Donald’s sono presenti guardie che monitorano la situazione all’interno del negozio. Verso l’ora di pranzo in piazza Duomo hanno iniziato a schierarsi anche le forze dell’ordine che, nell’arco del pomeriggio, si posizioneranno nelle zone della città considerate maggiormente a rischio di assalti.
Aggiornamento delle 11.40: La città questa mattina mostra due volti. Da un lato quello dei negozi che hanno deciso, nonostante le rassicurazioni delle forze dell’ordine, di barricarsi dietro pannelli di compensato per timore di eventuali assalti improvvisati e saccheggi come quelli visti il weekend scorso a Milano. Da Sephora in via Luini, per esempio, il negozio è aperto, pur con il compensato alle vetrine, e all’interno si vedono due guardie che normalmente non lavorano nel negozio di cosmetici. Un’altra misura di sicurezza straordinaria notata questa mattina per le vie del centro riguardi i negozi ufficiali del Como 1907 dove, all’ingresso, si notano oggi uomini della sicurezza.
Anche Twin Set, a pochi metri da Sephora, ha scelto di murare le vetrine con il compensato. Un negozio di ottica, in pieno centro, ha scelto invece di ritirare dalle vetrine i propri prodotti come misura preventiva.
Dall’altro lato però la città è piena di persone a passeggio, merito della bella giornata di sole. Non mancano per le vie del centro anche i tifosi che si stanno preparando ad assistere alla partita di serie A contro il Sassuolo.
Aggiornamento delle 9.40: Questa mattina, inoltre, anche Como è stata al centro di un’operazione della Polizia che ha coinvolto tutto il Nord Italia, con centinaia di perquisizioni mirate a evitare assalti improvvisati che ieri sera sono stati annunciati in varie città.
Aggiornamento delle 7: Nel pomeriggio di ieri, venerdì 23 ottobre, anche Snipes ha deciso di barricare le proprie vetrine dietro una barriera di compensato. Il negozio di scarpe situato in via Bernardino Luini, in pieno centro a Como, come già Sephora, nella stessa via, o Foot Locker, davanti ai portici Plinio (e probabilmente diversi altri) teme che le minacce di ripetere qui quanto accaduto il weekend scorso in centro a Milano si possano effettivamente realizzare.
Un timore nato dalle chat che nel corso della settimana hanno terrorizzato l’intera città - come accaduto anche altrove in Lombardia - arrivando a convincere i genitori a non mandare i figli a scuola martedì scorso, nonostante le rassicurazioni delle forze dell’ordine sul fatto che la maggior parte dei contenuti diffusi (in particolare i riferimenti a stragi di studenti e stupri di gruppo) fossero fake news, talvolta rafforzate da immagini prodotte dall’intelligenza artificiale.
(Foto di Mauro Peverelli)
Inoltre la Procura nelle ultime ore ha dato mandato di esecuzione per 26 perquisizioni nelle case di giovani, di cui 21 minorenni, sospettati di far parte della chat da cui sono partite le minacce di scorribande per oggi. In un caso i controlli della Digos hanno portato effettivamente a trovare materiali pericolosi e riproduzioni di armi nella casa di un ventunenne della Bassa Comasca tra le anime del gruppo whatsapp da cui è nata l’idea dei disordini.
Questura, prefettura e Comune rassicurano
Anche il sindaco di Como, intercettato ieri in centro per la mattinata di dimostrazioni per gli studenti con la protezione civile, i soccorritori e le forze dell’ordine ha ribadito che Questura e Prefettura stanno lavorando con il Comune per sventare qualsiasi tipo di disordine. La sensazione di insicurezza tra i cittadini e negozianti però permane: nella serata di ieri, per esempio, la libreria La Ciurma di viale Lecco ha fatto sapere dal proprio profilo Instagram che il negozio oggi rimarrà chiuso per sicurezza. Le due libraie nei giorni precedenti avevano espresso preoccupazione per la vicinanza all’Unieuro, uno dei negozi comparsi nelle liste di luoghi da assaltare diffuse all’interno delle chat di cui ormai si parla da una settimana. Non è l’unico: nella lista compaiono anche altri negozi sportivi e boutique di lusso. Le associazioni dei commercianti hanno però invitato a mantenere la calma, confidando nelle operazioni di prevenzione messe in atto dalle forze dell’ordine.
Alcuni gruppi di giovani comaschi hanno invitato a «disertare la piazza del 24.10» e a unirsi pacificamente allo sciopero generale il 20 novembre
«Il centro di Como è in stato d’assedio: altro che scioperi e cortei, è bastato qualche messaggio» scrivevano, sempre ieri sera, su Instagram due gruppi di riferimento per i giovani comaschi, Bacheca Scomoda, gruppo Telegram finalizzato alla diffusione di eventi di solidarietà e attivismo, e Anticorpi Militari, gruppo di attivisti contro la militarizzazione. Entrambi i gruppi hanno comunicato di voler «disertare la piazza del 24.10» in riferimento alle proteste annunciate per la giornata di oggi in diverse città italiane tra cui però Como non figura e rilanciando allo sciopero generale del 20 novembre «senza chat segrete, senza passamontagna, in migliaia e a viso scoperto» per protestare contro il carovita, la guerra, le privatizzazioni e per la scuola e la sanità.
È stata realizzata anche una mappa online dove sono indicati in tempo reale tutti gli aggiornamenti relativi alle proteste pacifiche e ai cortei segnalati alla questura. Inserendo “Como” nella barra di ricerca si ottiene una finestra in cui viene indicato un corteo previsto per oggi alle 15 in piazza Vittoria che però è stato annullato e che infatti non risulta alle forze dell’ordine.
Movimento 17 ottobre, un gruppo nazionale aperto pochi giorni fa per organizzare nuove proteste tra Milano, Torino, Genova, Roma, Firenze, Bologna, Padova e Bari sempre ieri pomeriggio ha disdetto i luoghi di ritrovo annunciati in precedenza, mantenendo però la mobilitazione e facendo sapere che oggi alle 14:30 saranno comunicati tre luoghi di ritrovo in ognuna delle città citate (tra cui Como non figura) per iniziare tre cortei da diversi punti, da far confluire verso un’unica destinazione che sarà annunciata successivamente.
Fermata la manifestazione per la “remigrazione”
Niente di simile risulta previsto per Como anche se negli ultimi giorni sono circolati sui social e anche fisicamente in città volantini di iniziative di un altro gruppo ancora, il Movimento Italia sovrana, gruppo di estrema destra e di stampo sovranista vicino al Veneto Fronte Skinheads, che ha convocato per oggi un raduno in un punto non meglio specificato (i volantini indicano un “punto di ritrovo privato” per «difendere il rispetto della città e dire NO a caos, provocazioni e vandalismo». Il movimento è stato posto all’attenzione delle forze dell’ordine. Vista la situazione di tensione generale, il questore ha deciso di non autorizzare la manifestazione sulla “remigrazione” che esponenti di Forza Nuova intendevano organizzare proprio oggi in centro.
La partita al Sinigaglia: i divieti
Tra l’altro, oggi alle 15 il Como scenderà in campo per sfidare il Sassuolo. Nella zona lungo via Sinigaglia, viale Puecher, viale Masia (tra piazzale Somaini e viale Rosselli), via Martinelli, piazzale Somaini, via Pietro da Breggia, via Recchi (aree adibite alla sosta), viale Rosselli (controviale alberato), via Campo Garibaldi e via Vacchi dalle 6.30 di oggi è vietata sia la sosta che la circolazione. Allo stadio dalle 12 alle 19 entra in vigore il divieto di somministrazione di bevande con gradazione alcolica superiore al 5% e vietati anche i contenitori di vetro o le lattine. All’esterno dello stadio, tra le 12 e le 17, varrà il divieto di bevande alcoliche con qualsiasi gradazione destinate all’asporto.
Le forze dell’ordine saranno presenti, come sempre, anche nella zona del Sinigaglia per garantire l’ordine pubblico tra i tifosi delle squadre avversarie. Durante la settimana anche gli ultras erano stati coinvolti nel dibattito relativo alle chat con minacce di stupri e aggressioni agli studenti già prima di oggi: nei gruppi dei tifosi e in diversi commenti sui social, gli ultras si erano detti pronti a scendere in strada per affrontare i giovanissimi vandali. A evitare eventuali scontri tra i due gruppi (ammesso che i giovanissimi che minacciano saccheggi si presentino effettivamente in città, cosa affatto scontata) saranno le forze dell’ordine, che monitoreranno la situazione in centro e nella zona del Sinigaglia.
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