A caccia degli informatici: ne servirebbero
dieci volte più degli attuali

Dopo la scuola Soltanto il 12% dei diplomati è interessato a lavorare subito. Imprese in coda sulla piattaforma della Magistri di Como con i cv dei ragazzi

A caccia degli informatici: ne servirebbero dieci volte più degli attuali
La sede della Magistri Cumacini a Como

Scuole e università non formano abbastanza informatici, ne servirebbero almeno 10 volte di più. Le ripercussioni sulle imprese sono gravi, ma la svolta digitale introdotta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - Pnrr - sta mettendo in evidenza come questa carenza stia colpendo in particolare la Pubblica Amministrazione che sconta anche la bassa attrattività per i giovani che ambiscono a livelli salariali più alti, a una maggiore valorizzazione delle competenze e ad un’organizzazione del lavoro meno burocratizzata.

Il mismatch

Il tasso di mismatch nel settore privato si attesta, secondo Unioncamere, al 63%, ma può raggiunger l’86% nel caso di laureati con esperienza. Se però le università sfornano un numero di laureati insufficiente a colmare il fabbisogno, a scarseggiare sono soprattutto i diplomati usciti dagli istituti tecnici che per la maggior parte decidono di procrastinare la propria entrata nel mondo del lavoro a favore del proseguimento degli studi.

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