Autotrasporto su gomma, futuro AI e batterie record

Sara Quotti Tubi, Head of Energy and Transportation Exhibitions di Fiera Milano alla vigilia di Transpotec Logitec. «Oggi truck elettrici con autonomia di quasi 700 km e batterie capaci di ricaricarsi in meno di quattro minuti»

La logistica alla prova del futuro: tra transizione energetica e crisi delle professioni. Sara Quotti Tubi, Head of Energy and Transportation Exhibitions di fiera Milano, delinea le traiettorie del settore trasporto su gomma alla vigilia di Transpotec Logitec 2026, a Fiera Milano dal 13 al 16 maggio prossimi, dedicata alla logistica.

La logistica è stata, in modo ricorrente, investita dalle crisi internazionali, qual è il suo ruolo nel sistema macroeconomico?

In questa edizione di Transpotec Logitec abbiamo deciso di mettere la logistica applicata ai trasporti al centro dell’evento. Spesso la si percepisce come un servizio invisibile: ci si accorge della sua importanza solo quando qualcosa si interrompe. In realtà, è una leva economica fondamentale. Metterla al centro significa riconoscere che oggi non esiste trasporto senza una gestione intelligente e integrata dei flussi, specialmente in un’epoca in cui l’efficienza è l’unico modo per sopravvivere a margini sempre più ridotti.

In che modo la digitalizzazione sta entrando nei sistemi di trasporto e nella loro gestione?

Le tecnologie di cui parliamo, come l’intelligenza artificiale e i sistemi di analisi dei dati, non sono più concetti astratti ma fattori abilitanti concreti. Le aziende leader le utilizzano per funzioni vitali. Penso innanzitutto allo studio delle rotte: in un mondo dove i costi del carburante sono volatili e le infrastrutture spesso congestionate, l’intelligenza artificiale permette di ottimizzare i percorsi in tempo reale, riducendo i chilometri a vuoto. C’è poi il grande tema della manutenzione predittiva. Grazie ai sensori e agli algoritmi, siamo in grado di monitorare lo stato di salute del mezzo costantemente, prevenendo il guasto prima che si verifichi. Per chi gestisce flotte importanti, evitare il fermo macchina è un risparmio enorme. Infine, l’analisi dei dati è cruciale per la gestione dei carichi e dello scarico, massimizzando la saturazione dei mezzi e migliorando la sostenibilità economica dell’operazione.

Quali sono i fattori esterni che stanno preoccupando maggiormente gli operatori in questa fase?

Il comparto sta attraversando un periodo estremamente complesso, segnato da una situazione geopolitica difficile. Il caro gasolio è solo la punta dell’iceberg. Le tensioni internazionali hanno imposto una revisione delle rotte globali. Pensiamo a quando si è verificata la chiusura dello stretto di Bab el-Mandeb e più di recente di Hormuz: le deviazioni marittime hanno un impatto immediato sulla logistica di terra. Ho discusso recentemente dei numeri che stanno emergendo, ad esempio su Malpensa: nei primi dieci giorni di marzo, circa il 25% dell’attività cargo è rimasto a terra. Questo dà la misura di quanto il settore sia esposto ai venti di crisi internazionali. Tuttavia, la logistica si sta dimostrando incredibilmente flessibile, capace di adattarsi e di continuare a investire nonostante le avversità.

In termini di sostenibilità: “l’ultimo miglio” è spesso indicato come il segmento più critico e al contempo più aperto all’innovazione. Cosa dobbiamo aspettarci?

L’ultimo miglio è la parte della filiera dove probabilmente si concentreranno i maggiori investimenti futuri. È la fase della consegna che arriva davanti alla porta di casa, la più costosa e la più impattante a livello ambientale nelle nostre città. Qui la pluralità tecnologica è massima. A Transpotec vedremo un’evoluzione incredibile dei mezzi: non solo i classici van elettrici, ma soluzioni ibride e innovative. Posso anticipare che verrà presentato in anteprima un mezzo di un brand prestigioso, una sorta di triciclo elettrico avanzato che rappresenta perfettamente la direzione in cui stiamo andando. L’obiettivo è una logistica urbana a emissioni zero che non sacrifichi la velocità del servizio.

Per quanto riguarda l’energia per percorrere le lunghe distanze: l’elettrico è davvero pronto a sostituire il diesel nei trasporti internazionali?

C’è molta ricerca in corso. A Fiera Milano saranno presenti tutte le cosiddette “otto sorelle”, ovvero i grandi costruttori mondiali che dominano il mercato. I dati che portano sono sorprendenti: oggi abbiamo track elettrici che vantano un’autonomia di quasi 700 chilometri. Fino a un paio di anni fa era difficile anche solo immaginarlo. Il vero salto di qualità, però, avverrà con l’evoluzione delle batterie. Un colosso del settore ha recentemente lanciato una batteria capace di ricaricarsi dal 10% all’80% in poco meno di quattro minuti. Quando queste tecnologie passeranno dalle auto ai mezzi industriali, il paradigma cambierà completamente. Certo, resta il nodo delle infrastrutture di ricarica, che devono diventare capillari e potenti, ma l’innovazione tecnologica corre molto più veloce della nostra percezione. Oltre all’elettrico, non dimentichiamo il ruolo dei bio-carburanti e i progetti pilota sull’idrogeno, che restano opzioni valide per la transizione ecologica.

Mentre attraversano questi cambiamenti, le aziende della logistica si trovano spesso in una cronica carenza di personale: qual è la vostra lettura del fenomeno?

È un problema oggettivamente serio e di portata continentale. Secondo i dati forniti da Iru, l’organizzazione mondiale del trasporto su strada, mancano circa 500.000 autisti in tutta Europa. In Italia la cifra si attesta intorno alle 28.000 unità, con un fabbisogno che sale oltre le 100.000 se consideriamo il ricambio generazionale necessario. Il rischio concreto è che alcuni servizi debbano fermarsi per mancanza di personale. Come Fiera Transpotec Logitec cerchiamo di fare la nostra parte: dedicheremo la giornata di venerdì a un momento di incontro tra domanda e offerta. Avremo oltre 300 studenti che incontreranno le aziende. Il problema è che spesso questo lavoro viene percepito come obsoleto o troppo faticoso, mentre oggi la mobilità è cambiata: c’è molta digitalizzazione, si cercano esperti di meccatronica e tecnici capaci di gestire sistemi complessi.

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