Manutenzione delle strade. È un algoritmo
a dare le priorità

Il progettoLa sfida della startup brianzola Anomaleet che ha digitalizzato la mappatura delle buche sull’asfalto. Gli obiettivi: meno incidenti e ottimizzare la gestione

All’inizio fu l’idea: mettere in sicurezza le strade infestate dalle buche più pericolose con un sistema di rilevazione rapido, economico e digitale che permette di individuarle con certezza, segnalarle per tipologia di rischio con una classifica che va da rosso a verde passando per giallo e arancione, e infine dare le coordinate Gps alle amministrazioni pubbliche, o a chi di competenza, per la loro rapida sistemazione.

Da quando Anomaleet di Carnate ha elaborato un algoritmo capace di fare tutto questo sono già più di 675.500 anomalie, ovvero le buche, scoperte sul manto stradale attraverso sensori mobili e segnalate su un totale di 2.496mila rilevazioni. Le buche più pericolose intercettate sono arrivate a quota 121.200.

L’idea di elaborare un sistema di prevenzione delle anomalie stradali è stata di Volfango Politi, oggi Ceo di Anomaleet. L’elaborazione del logaritmo è stata affidata a Michele Sala che oggi si occupa della raccolta ed elaborazione dati. Ha inventato un’applicazione che raccoglie i dati rilevati percorrendo una strada con un’auto per individuare le anomalie. Il nuovo software “legge” le buche in base al movimento: capta gli spostamenti in verticale e, a seconda di quanto è ampio questo spostamento, classifica le buche.

Era novembre 2016 quando venne annunciato il servizio di analisi e di censimento informatico delle anomalie della strada. Il primo in assoluto in Italia, che ha portato ottimi risultati, prevenzione, sicurezza e ottimizzazione dei costi.

Ad agosto e settembre 2018, si è ripetuta l’iniziativa con una tecnologia rinnovata, un sistema in grado di “ascoltare” la strada. Sicuramente un approccio anomalo ma efficace.

Dopo una prima versione, infatti, Mauro Sala, tecnico informatico, oggi Cto della startup, e Volfango Politi hanno testato il sistema sulle loro auto, differenti, e hanno chiesto a Michele Sala una implementazione: andavano eliminati i “rumori di fondo”, cioé le vibrazioni che le diverse auto hanno a seconda degli ammortizzatori, in modo che il rilevamento fosse omogeneo.

Risolto questo perfezionamento, come richiesto, il software in fase di sviluppo era un grafico. Una volta verificato il funzionamento è stato messo in una applicazione ed è stato fatto in modo che le rilevazioni fossero salvate nel cloud e convertite in indirizzi, per permettere di individuare molto rapidamente e con precisione le buche sull’asfalto, dalle più pericolose alle minori.

Il software è stato così preparato per offrire uno strumento al mercato, in via privilegiata alle pubblicie amministrazioni, per un monitoraggio realizzato in modo semplice e intuitivo attraverso l’utilizzo di veicoli di servizio in modo che la rilevazione automatica delle eventuali buche sulle strade avvenisse durante l’attività quotidiana.

La proposta vuole essere una soluzione per ottimizzare i costi di gestione, di manutenzione e assicurativi che i comuni hanno tra le spese, ma soprattutto un sistema agile per prevenire gli incidenti che le buche causano ogni anno.

Allo staff di Anomaleet partecipa anche Elena Biffi per il settore marketing. Insieme, con livelli di ingaggio diversi, i quattro collaborano per far crescere la giovane startup che ha partecipato al recente premio Cambianenti di Cna ed è stata selezionata nella rosa dei finalisti provinciali da Cna del Lario e della Brianza.

«Una delle nostre prime sperimentazioni si è svolta a Lecco, per conto del Comune, poi anche con la Provincia di Lecco e si è ripetura per più volte – racconta Volfango Politi – c’è stato poi un incontro a Sondrio e abbiamo lavorato già con diversi comuni».

Le amministrazioni comunali e provinciali sono infatti i primi interlocutori della start up. Con Anas invece è difficilissimo trovare una apertura, la struttura è complessa.

«Si parla di Internet delle cose, di big data, di analitics e di Buisiness Intelligent. Tutti concetti determinanti per questa iniziativa e i gestori delle strade, comuni e province, si stanno avvicinando a questi strumenti innovativi e tecnologici – continua il Ceo – ora grazie ad Anomaleet è finalmente possibile ottenere quotidianamente lo stato, le condizioni, le variazioni degli ammaloramenti dell’asfalto».

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