Otto morti in quattro anni sulla Regina. Lettera al prefetto: «Deve intervenire»
San Siro Lo sfogo di Cassaniti (Associazione familiari vittime della strada) che ha scritto anche ai sindaci: «È indispensabile adottare misure che aumentino la sicurezza, a cominciare dai controlli»
San Siro
Il presidente di Aifvs (Associazione italiana familiari e vittime della strada), Giuseppa Cassaniti, ha scritto al prefetto di Como, Corrado Conforto Galli, e ai sindaci dei Comuni altolariani segnalando le criticità della strada statale Regina sotto il profilo della sicurezza.
Sviscera innanzitutto alcuni numeri: «Secondo i dati Aci, nel 2022 ci sono registrati 50 incidenti, di cui tre mortali; nel 2023 31 incidenti, di cui 1 mortale; nel 2024 35 incidenti di cui 1 mortale».
Ultimo anno tragico
Nel 2025, anche se non c’è ancora il dato Aci, i morti sono stati tre. L’indice di mortalità, in riferimento soprattutto al 2022 e al 2025, è a dir poco elevato.
«In un territorio a forte vocazione turistica è indispensabile adottare iniziative e misure volte al miglioramento delle condizioni di sicurezza di una strada così importante – prosegue Cassaniti – : a partire da maggiori controlli sul rispetto dei limiti di velocità e a interventi infrastrutturali destinati alla tutela dell’utenza della strada». Gli incidenti mortali, che una ventina d’anni si susseguivano in numero molto superiore, rimangono un fenomeno da non sottovalutare, ma lungo la statale 340 del Lario, negli ultimi anni, sono esplose in maniera incalzante altre due problematiche: quella relativa ai ciclisti, che soprattutto nel fine settimana risalgono a centinaia, e quella dell’attraversamento di animali selvatici, soprattutto cervi, che interessa in particolare i rettilinei all’estremità nord e il tratto fra Grandola e Carlazzo.
«Poche piste ciclabili»
La presidente di Aifvs difende i ciclisti e mette ancora una volta sotto accusa la strada: «In molti tratti, soprattutto da Menaggio in giù, mancano percorsi ciclabili, con conseguente esposizione al pericolo per ciclisti e pedoni e con questi ultimi costretti a camminare in molti tratti a ridosso della carreggiata senza alcuna protezione».
Uno dei tratti più critici, in tal senso, rimane quello al confine fra Acquaseria e Santa Maria, in Comune di San Siro. Come segnala Manuela Mariani, che ha casa in località Molvedo, è un lungo tratto a forte rischio per i pedoni: «Non esiste marciapiede e siamo costretti a camminare nella banchina non transitabile, con un piede sulla carreggiata. L’“Antica Regina” a monte non collega più gli abitati da decenni, purtroppo, perché in un punto è stata inglobata in una proprietà privata».
La richiesta al Comune di realizzare un marciapiede riducendo il calibro della strada coinvolgerebbe Anas e non è oggettivamente ammissibile, anche se l’interessata la sostiene: «Consentirebbe anche di ridurre la velocità dei veicoli in transito, ma mi è stato risposto che non è possibile».
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