A Lomazzo i voti sono spaccati quasi perfettamente a metà: pareri divisi da due punti

La curiosità I due schieramenti uniti da una constatazione: «Bello che tante persone siano andate a votare»

Lomazzo spaccato a metà dal referendum: il 51,1 % si è espresso per il sì e il 48,88% per il no; un risultato speculare rispetto a quello registrato a Como, dove il sì si è fermato al 48,89% e il no è arrivato a quota 51,11%. Sorride la sindaca Paola Molteni, della lista civica di centro sinistra “Amo Lomazzo e Manera”: «Sono molto soddisfatta dell’affluenza alle urne, che ha superato il 64% e che segna un ritorno alla partecipazione della cittadinanza su un’importante tematica costituzionale. Sono contenta che abbia vinto il “no”, fermando una deriva degli equilibri nei poteri dello Stato. Tra l’altro, in città la vittoria del sì è stata la più risicata di tutto il comprensorio». Sulla stessa linea l’assessore Carmelo Filippo Lo Guzzo, che ha seguito da vicino la consultazione referendaria: «Personalmente sono molto sollevato dalla vittoria del no a livello nazionale, meno per la vittoria locale del si, ma Lomazzo è il Comune con la forbice più bassa nella Bassa comasca».

«Ritengo sia stato per Lomazzo un duplice risultato positivo – sottolinea di contro l’ex assessore Nicola Fusaro, che siede in consiglio comunale sui banchi dell’opposizione della civica di centro destra “Uno sguardo sul futuro” - è infatti positivo che a votare sia questa volta andata tanta gente ed è altrettanto positivo è che a prevalere da noi sia stato il sì, anche se purtroppo il risultato a livello nazionale è stato diverso».

«Quel che posso dire - prosegue - è che al banchetto informativo per il sì, da noi organizzato nei giorni scorsi in stazione, abbiamo visto molti pendolari avvicinarsi per chiedere informazioni, segno insomma che c’era grande attenzione da parte della cittadinanza riguardo al tema oggetto della consultazione referendaria».

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