Cronaca / Olgiate e Bassa Comasca
Sabato 10 Gennaio 2026
L’ultimo saluto all’ex sindaco Giusto: «Uomo di grande cultura ed empatia»
Appiano. Si è spento a 88 anni, aveva guidato il Comune per un decennio: dal 1998 al 2007. I figli: «Ci ha trasmesso la voglia di essere curiosi». Rusconi: «Ha fatto tanto per il suo paese»
Appiano Gentile
Addio all’ex sindaco Domenico Giusto, alla guida del paese dal 1998 al 2007.
Si è spento l’altro ieri sera a 88 anni. Una vita trascorsa tra insegnamento, ricerca e impegno civile. Originario di Milano, si era trasferito ad Appiano sul finire degli anni ’70. Era entrato in consiglio comunale nel 1980, nelle fila del Pci, e per dieci anni era rimasto all’opposizione. Nel 1990, in virtù dell’accordo che la Dc (vincitrice delle elezioni) strinse con Pci e Psi, entrò in giunta come assessore all’urbanistica fino al 1995.
Ricoprì anche l’incarico di assessore all’ambiente in Provincia dal 1993 al 1998. Dal 1995 al 1998 di nuovo consigliere comunale di minoranza. Fu eletto sindaco il 24 maggio 1998, con la lista civica di centro sinistra “Per Appiano”; il 27 maggio 2002, con la civica “Unione per Appiano”, fu riconfermato. E’ stato anche consigliere del Parco Pineta. In campo amministrativo ha rappresentato un punto di riferimento riconosciuto per competenza, passione e visione strategica.
«Era persona molto simpatica, empatica, capace di relazionarsi con gli altri, fine oratore e di grande cultura – dichiara il sindaco Fabrizio Rusconi, che ha collaborato con lui dal ’98 al 2007 – Le grandi opere di Appiano sono state realizzate nei suoi due mandati da sindaco: ristrutturazione della palestra ex mercato coperto, riqualificazione di Villa Rosnati, centro sportivo alla Somigliana, Capanna Blu oggi Shape village e la scuola elementare (avviata)».
Non è stato da meno in campo accademico. «Dopo la laurea in chimica, aveva fatto una esperienza come ricercatore negli Stati Uniti. Rientrato in Italia nel 1968, all’Università statale di Milano ricoprì il ruolo di docente (ordinario di chimica alla facoltà di Fisica) e ricercatore in chimica industriale – ricorda il figlio Stefano - Occupandosi di ambiente, uno dei suoi campi di ricerca fu l’incidente nell’industria chimica Icmesa a Seveso. Conosceva molto bene la deputata Laura Conti (madre dell’ambientalismo italiano, ndr)».
Era appassionato di viaggi, cucina e amava la convivialità. «E’ stato stimolante per noi figli (Stefano e Monica, ndr), anche se per i suoi tanti impegni era poco presente – aggiunge il figlio - Ha viaggiato tantissimo per il suo lavoro accademico e poi anche con la seconda moglie Enrica Speroni (giornalista de la Gazzetta dello Sport, deceduta nel 2013, ndr). Portavano nei loro viaggi i quattro nipoti. Ci ha trasmesso la curiosità, lo stimolo di coltivare interessi e il piacere della convivialità. La nostra casa era sempre vivace, piena di gente; gli studenti che con lui preparavano la tesi in chimica industriale prima e in scienze ambientali poi, quando cambiò settore, venivano da noi a studiare. Stiamo ricevendo tanti attestati di stima e affetto anche da suoi ex studenti, diventati nostri amici».
Lunedì, alle 15, cerimonia di commiato all’area feste nel parco di Villa Rosnati.
«La ristrutturazione di Villa Rosnati era stata portata avanti da papà quando era amministratore – conclude il figlio – Come famiglia ci sembra il contesto più indicato per l’ultimo saluto».
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