Tablet e smartphone: quanti pericoli
per schiena e collo

La patologia Il 26% della popolazione europea soffre di malattie degenerative della colonna vertebrale. Tra queste la cosiddetta “Teck Neck Syndrome”

Il 26% della popolazione dell’Unione Europea e il 44% della popolazione in età lavorativa soffre di malattie degenerative della colonna.

L’uso e soprattutto l’abuso dello smartphone ed in genere dei dispositivi portatili ha provocato una nuova sindrome degenerativa neuromotoria anche in fasce di età molto precoci. Si tratta della Teck Neck Syndrome, ovvero sindrome del collo da smartphone, che può nel tempo portare ad un’ernia del disco cervicale.

Un sovraccarico

«Questa patologia è sempre più frequente nella popolazione e in particolare tra i giovani e giovanissimi, soprattutto tra i 28 e i 42 anni - spiega Carlo Antonio Todaro, neurochirurgo e responsabile del Centro Colonna del Cf Lanzo Hospital – ed è provocata dal sovraccarico dovuto alla abnorme inclinazione in avanti della testa rispetto alle spalle che fa aumentare il peso che grava sul collo». Questo sovraccarico provoca una infiammazione cronica sia dei dischi che delle articolazioni tra le vertebre, che con il tempo può portare a una discopatia degenerativa ad un blocco dei rapporti tra le vertebre

I sintomi che i pazienti, come detto soprattutto giovani, riportano al medico sono indolenzimento, dolore persistente urente e trafittivo, contratture muscolari tipo torcicollo e un deficit posturale di lunga durata che porta ad una cifosi e una ridotta mobilità dei muscoli del collo anche permanente. Con il passare del tempo si verificano anche cefalea, emicrania, dolore agli occhi e dolore nucale cronico.

L’eccessivo uso dello smartphone e di altri apparecchi elettronici può così comportare anche malattie tipo scoliosi e cifosi. «Ovviamente la prima indicazione da dare in termini generali – aggiunge il neurochirurgo – è quella di evitare un uso eccessivo del telefono cellulare, oltre a questo sono molto importanti le posture che assumiamo sia di giorno che di notte e la salvaguardia della mobilità del collo e del dorso».

Un’altra patologia legata a una cattiva e prolungata postura errata è la spondilolistesi degenerativa.

Si tratta di una malattia che comporta lo scivolamento in senso anteriore o posteriore (anterolistesi o retrolistesi) di una vertebra sull’altra in qualunque tratto della colonna. «La spondilolistesi – conferma il medico - è una patologia abbastanza comune, si parla del 22% delle malattie della colonna, e oltre al dolore porta anche a dei deficit neurologici di forza e di sensibilità».

La curva toracia

Il paziente arriva dallo specialista con una sensazione di debolezza nelle mani o agli arti inferiori, di incapacità nei movimenti fini delle mani, così come sensazione di spilli nei polpastrelli, ma anche alterazioni della percezione tattile o termica.

«In questi casi, se è verificata dai test diagnostici una instabilità vertebrale con malfunzionamento neurologico, il trattamento è chirurgico – precisa Todaro – in quanto esiste la possibilità di fissare le vertebre per ripristinare il corretto funzionamento delle radici e del midollo spinale». In tale patologia è importante la prevenzione e un’attenzione particolare alle posture corrette e al posizionamento durante il lavoro, eseguendo, ad esempio, nel corso della giornata alcuni esercizi di mobilità e di stretching, soprattutto quando si passano molte ore davanti allo schermo di un computer o in posture forzate.

Prendersi delle pause per aiutare il collo e il tronco in genere ad interrompere posizioni nocive è fondamentale per contrastare l’insorgenza delle instabilità e per rallentare il conseguente processo degenerativo.

Nelle persone che passano molto tempo sedute a lavorare, infatti, si verifica un aumento della curva toracica che tende ad inarcarsi in avanti (la cosiddetta ipercifosi) ed una estensione della colonna cervicale alta, accompagnata molto spesso da un vizio degenerativo permanente.

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