La tassa sui rifiuti

e il rifiuto delle tasse

Abbiamo storto il naso, abbiamo borbottato, guardavamo il volantino sbuffando e lamentandoci. Poi, però, noi comaschi sempre pronti a criticare e a guardare il bicchiere mezzo vuoto, ci siamo adeguati e abbiamo dovuto prendere atto che, tutto sommato, non è una tragedia. La raccolta differenziata è ormai entrata a far parte delle nostre abitudini, qualcuno magari commette qualche errore e qualcun altro - per pigrizia - non separa ancora i rifiuti rispettando alla lettera tutte le indicazioni. Ma abbiamo memorizzato le informazioni più importanti e i dati sono lì a dimostrarlo: la differenziata è salita in un anno dal 38% al 66%. Tutto bene? Fino a poche ore fa sì. È stato l’annuncio dell’assessore all’ambiente Bruno Magatti a farci fare un salto sulla sedia. La “Tari”, ha comunicato in un incontro con la stampa, quest’anno aumenterà.

Ma come? Ci comportiamo da cittadini modello, facciamo la differenziata, il Comune spende 2 milioni in meno per bruciare immondizia all’inceneritore e adesso ci dite che dobbiamo pagare di più? Domande legittime, alle quali lo stesso Magatti prima e il sindaco Mario Lucini poi (potete leggerlo nelle pagine di Cronaca) hanno risposto così: era tutto previsto, l’aumento è necessario per coprire i costi di un servizio che, quest’anno, sarà migliore rispetto al 2014. In particolare, bisogna finanziare una più capillare pulizia delle strade (nota dolente e finita spesso nel mirino dei comaschi, questo è vero).

Va bene, facciamo un bel respiro e cerchiamo di digerire anche questa, fidandoci delle parole degli amministratori quando dicono che, in un futuro non lontano, i risultati positivi della differenziata si tradurranno effettivamente in una diminuzione della Tari.

Però ci sia permesso almeno di mettere qualche “paletto”. Primo: visto che paghiamo di più per avere strade pulite, d’ora in poi nessuno potrà accampare scuse di fronte a situazioni di incuria. Secondo: l’azienda viene pagata profumatamente per svolgere un compito, quindi controllate che faccia tutto e nel migliore dei modi, in caso contrario applicate le sanzioni previste (la raccolta dei rifiuti, in alcuni quartieri, avviene ancora in orari inaccettabili, a mezzanotte e anche più tardi, tanto per fare un esempio di quello che non va per il verso giusto). Terzo: non vi venga in mente, cari amministratori, di rimangiarvi la promessa e alzare di nuovo la tariffa a carico del cittadino, magari incolpando i tagli di Roma. Qui si parla di un servizio pagato dal Comune sulla base di un contratto con un operatore privato, i palazzi romani c’entrano poco o nulla.

Se i tre punti di questo patto non verranno rispettati e ci troveremo a pagare ancora di più a fronte di un miglioramento minimo del servizio, tutti i bei discorsi sulla differenziata che conviene, sulla sensibilità ambientale, e via discorrendo, suoneranno come una clamorosa presa in giro. Così si passerà dalla tassa rifiuti al rifiuto della tassa. Con tanti saluti al senso civico.

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