Lunedì 21 Marzo 2011

Intimiano, quasi 300 firme
contro i profughi nella caserma

CAPIAGO INTIMIANO In fondo all'Italia, Lampedusa scoppia di stranieri in fuga dal Nord Africa. Mentre il cielo della Libia si incendia sotto le bombe degli attacchi aerei. Un quadro dalle evoluzioni imprevedibili. Dopo le rassicurazioni di settimana scorsa – riferite dall'onorevole del Carroccio Nicola Molteni – del ministro dell'Interno Roberto Maroni, sull'altissima improbabilità di trasformare l'ex caserma di Intimiano in un centro provinciale di accoglienza per 150 profughi, è la stessa Lega Nord a dare vita a una petizione. Per ribadire a Michele Tortora, il prefetto di Como, che gli stabili da lui individuati in via del Carroccio, come possibile ed eventuale sede di emergenza provinciale, non sono adatti ad accogliere nemmeno un profugo. Una settantina, i nomi e cognomi raccolti domenica mattina in tre ore di banchetto. A fine giornata, con la raccolta porta a porta, le firme sono arrivate a quota 283. Per rafforzare un concetto espresso, ma in modo diverso, anche dal sindaco di Capiago Intimiano. E, con altri toni, dai sindaci del Canturino.
E' netta la presa di posizione indicata dal testo della petizione. Senza simboli di partito, è comunque sponsorizzata dalla Lega Nord. «Raccolta firme a sostegno delle iniziative volte a scongiurare l'arrivo di profughi libici nella struttura della ex caserma della guardia di finanza «Dino Piras» di Capiago Intimiano – si legge – non idonea ad accogliere neanche un numero minimo di profughi».
Ma il sindaco Carlo Andrea Frigerio non ha partecipato. «La petizione non è una nostra iniziativa – dichiara – non me la sento di firmare. Preferisco dare una risposta istituzionale, per non creare confusione. Ho chiesto un nuovo incontro al prefetto, da solo»

r.foglia

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