La lettera di don Marco
«Volevo farmi aiutare»

Ha trascorso la prima notte al Bassone a scrivere. Ha messo su carta il suo «tormento». Il suo «disagio interiore». Soprattutto le sue scuse per quelle ragazzine attratte in trappola. Don Marco Mangiacasale rivela che aveva deciso di confessare tutto. E chiedere aiuto.

COMO Ha trascorso la prima notte al Bassone a scrivere. Ha messo su carta il suo «tormento». Il suo «disagio interiore». Soprattutto le sue scuse per quelle ragazzine attratte in trappola. Vittime delle sue brame sessuali. E nelle sue prigioni don Marco Mangiacasale rivela che aveva deciso di confessare tutto. E chiedere aiuto.
Spunta una nuova lettera dell'ex parroco di San Giuliano arrestato cinquanta giorni fa per violenza sessuale aggravata ai danni di minorenni. Una missiva scritta di suo pugno dal sacerdote, indirizzata alle vittime degli abusi, ma mai consegnata per decisione dell'avvocato del parroco, Renato Papa.
«Tormentato»
«Fin dal primo giorno - conferma il legale - don Marco mi ha consegnato una lettera per le ragazze e le loro famiglie. Non è mai stata recapitata, però, perché è stato valutato che fosse meglio attendere».
In quella missiva, scritta sull'onda del rimorso subito dopo l'arresto chiesto e ottenuto dalla Procura, don Marco ha chiesto scusa. Dicendosi «affranto» e sottolineando il proprio «tormento» per quanto compiuto negli anni precedenti, quando in almeno due occasioni ha allacciato una relazione con minori, poco più che bambine, proseguite a lungo e nelle quali non sono mancati espliciti approcci sessuali.
La confessione
Nella lettera, poi, don Marco Mangiacasale rivela un retroscena finora inedito: ovvero la decisione di chiedere aiuto a un prelato suo amico. «Ero finito in un baratro - scrive l'ex parroco di San Giuliano - ma da solo non sapevo come uscirne».
«Aveva ben compreso - conferma il suo legale - la negatività della situazione. Voleva chiudere con il passato. Tant'è che aveva deciso di aprirsi e di farsi aiutare».

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