Hub anche a Menaggio  «La popolosa Cantù  è l’unica dimenticata»
CANTU - L’INGRESSO PER IL TRIAGE ALL’OSPEDALE SAN ANTONIO ABATE (Foto by Stefano Bartesaghi)

Hub anche a Menaggio

«La popolosa Cantù

è l’unica dimenticata»

Di Gregorio e Latorraca (centrosinistra): «Felici per il lago, qui manca la volontà politica di farlo». «Follia, è il secondo centro provinciale e non conta più»

Ha agitato parecchio la politica cittadina il confronto sulla mancata attivazione di un hub vaccinale a Cantù. Mariano Comense ne avrà uno, che a giorni dovrebbe diventare operativo, così come Como, poi traslocato a Cernobbio, a Villa Erba, attivo da oggi. E come Erba, come Centro Valle d’Intelvi e Lurate Caccivio. Non solo, il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi ha annunciato che, esaurite le seconde dosi per gli over 80, anche gli over 70 che risiedono nei sedici Comuni dell’ex Comunità Montana delle Alpi Lepontine potranno vaccinarsi all’ospedale di Menaggio, senza essere costretti a recarsi negli altri centri vaccinali del territorio lariano.

Vaccini over 80 in ospedale

Anche in città attualmente è attivo il centro vaccinazioni all’ospedale Sant’Antonio Abate per i nati prima del 1941 ma, almeno a quanto risulta al momento, terminati i loro richiami non si continuerà con le altre fasce d’età, solo con i pazienti estremamente vulnerabili in carico ai centri di riferimento specialistici dei presidi di Asst Lariana.

«Sono felicissimo che Menaggio abbia questa opportunità – dice il consigliere del Pd Filippo Di Gregorio, e sono felice per i cittadini. Però non posso non ricordare che Cantù, il Canturino, è la zona del Comasco più densamente popolata eppure oggi è l’unica a non avere attivato un hub vaccinale. E anche quello di Mariano Comense è in ritardo. Di fatto, si conferma come la zona meno reattiva, nonostante vi abbiano sede enti locali ricchi e ci siano esponenti politici anche rilevanti. Ma se manca la volontà politica di cogliere un obiettivo, non lo si coglie».

Già nelle scorse settimane le opposizioni avevano affermato che questa fosse la conferma del ruolo marginale che la città ricopre a livello provinciale.

«Che Cantù non abbia un centro vaccinale è una follia – afferma il capogruppo di Pd, Unire Cantù e Cantù con Noi Vincenzo Latorraca - Cantù è un territorio densamente popolato, è possibile che non si potesse pensare prima al fatto che sia una necessità? Non si tratta di una polemica, dire che è una questione di campanile è una fesseria. Si tratta di non costringere i cittadini a dover andare altrove per vaccinarsi. Dobbiamo lavorare insieme per cogliere l’obiettivo. Lo ripeto, che la seconda città della provincia non abbia un centro vaccinale è una follia».

«In Commissione Servizi sociali»

Alla fine di marzo è stato convocato un consiglio straordinario sul tema, nel corso del quale l’assemblea – senza i voti di Lega e Forza Italia - ha approvato una mozione che impegna sindaco e giunta, per quanto di rispettiva competenza, ad individuare la sede più idonea per lo svolgimento della campagna vaccinale sul territorio comunale. Per questo l’intenzione, ora, è convocare la commissione Servizi Sociali, per confrontarsi ancora una volta su questo argomento:

«In quella sede – prosegue Latorraca – si dovranno trarre indicazioni per far sì che anche Cantù abbia un centro vaccinale. Ci accusano di fare polemiche, ma è un’assurdità. Siamo in un sistema democratico, se riteniamo che Cantù debba poter garantire questo servizio ai suoi cittadini, perché dovremmo stare zitti? Non stiamo cercando la polemica, stiamo esprimendo la convinzione che Cantù non debba restare indietro».

Silvia Cattaneo


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