Santanchè: «La nostra legge  per città più sicure  Governo, serve tempo»
Daniela Santanché, coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, con Alessio Butti ieri in redazione (Foto by foto butti)

Santanchè: «La nostra legge

per città più sicure

Governo, serve tempo»

Daniela Santanchè, coordinatrice regionale di FdI ospite a La Provincia con il parlamentare comasco Alessio Butti

Dopo tre legislature alla Camera dei Deputati, e fresca d’esordio in Senato, Daniela Santanché è stata anche nominata da Giorgia Meloni coordinatrice regionale per la Lombardia di Fratelli d’Italia. In questa veste risponde alle domande de La Provincia, accompagnata dal senatore Alessio Butti che, nel giorno della visita comasca del ministro dell’Interno Matteo Salvini, preannuncia «una proposta di legge di Fratelli d’Italia in materia di sicurezza urbana, un progetto serio e rigoroso che contempla l’inasprimento di reati in passato depennati e “derubricati” e che, soprattutto - scandisce Butti - spazza via definitivamente ogni alibi sull’impiego di unità militari a presidio delle nostre città».

Senatrice Santanché, partiamo da qui, dal tema della sicurezza. Non sarà che con Salvini vi state un po’ rincorrendo?

Guardi, come dice Giorgia Meloni, noi di Fratelli d’Italia siamo prima di tutto patrioti, e in cima ai nostri interessi c’è l’Italia. Salvini fa parte della coalizione del centrodestra e se resterà coerente al nostro programma, più che rincorrerlo lo sosterremo. Saperlo oggi qui a Como per noi è una bellissima notizia... Del resto ci sono situazione che andiamo denunciando da anni ma rispetto alle quali il governo precedente non ha mai voluto ascoltarci, mantenendo sempre un approccio molto ideologico in materia di sicurezza. Sono convinta che se il 4 marzo gli italiani hanno votato come sappiamo, la ragione è da ricercarsi anche qui, in questa assenza di risposte in materia di sicurezza e immigrazione. Voglio dire: contrasti con Salvini potranno sorgere al limite su altri terreni, per esempio se sosterrà il reddito di cittadinanza.

L’impressione è quella che ci sia invece un approccio di tipo diverso con l’altro partito di maggioranza, i Cinquestelle.

La mia opinione personale è quella che il voto di marzo abbia segnato una svolta, un cambio strutturale nella politica italiana, un cambio non passeggero: è cambiato il modo di fare politica, la mia non potrà essere mai una opposizione alla Renzi o alla Berlusconi... Aspiro a un’opposizione patriottica... Ed è per questo che sono contenta del fatto che Giorgia Meloni abbia scelto l’astensione... Non possiamo fare come quelli che vanno via con il pallone, perché il terreno di gioco è l’Italia, e se anche noi potremo fare gol, allora non ci tireremo indietro. Cambiano anche gli assetti all’interno del centrodestra, che viaggia verso una decomposizione funzionale a una ricomposizione. Non possiamo nasconderci, gli equilibri sono cambiati: il futuro sono Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

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Nel contratto di governo c’è tanto dirigismo, tanto statalismo...

A me sembra che ci siano soprattutto tanti “titoli”... Un po’ come se leggessimo un giornale soltanto attraverso i suoi titoli e non attraverso i suoi articoli. Lo sappiamo tutti che non sempre i contenuti degli uni e degli altri coincidono... Ripeto: vedremo. Senz’altro non sarà un governo rapido nelle decisioni. Il tempo sta diventando una categoria della politica. Ricorda? Una volta si parlava dei “primi cento giorni” mentre oggi, se ci avete fatto caso, sia Di Maio sia Salvini chiedono tempo. Significa che anche il modo di governare è cambiato. La velocità ha fatto tanto male all’Italia, e basti in questo senso guardare a Renzi, maestro di velocità.

Da queste parti le priorità i agenda rimangono le infrastrutture, Pedemontana e tangenziali in primis. Prevedete contrasti tra Lega e Cinquestelle?

Ad oggi la Pedemontana è stata realizzata soltanto per il 30%. Ci sono tante questioni sul tavolo che andranno chiarite. Ma mi sembra difficile immaginare che i leghisti possano tornare indietro. A meno che Salvini non voglia rischiare di tornare alle percentuali di consenso di pochi anni fa. Ci sono i sindaci del territorio, le categorie... Non so cosa direbbero se le grandi opere non dovessero realizzarsi.

Senatrice, chiudiamo parlando di Como. In cosa, secondo lei, l’attuale giunta di centrodestra potrebbe migliorare?

Ci sono problemi di sicurezza sotto gli occhi di tutti, ma il contesto paesaggistico fa di questo capoluogo un’isola felice. Bisogna investire sul turismo, di cui si parla da anni senza che davvero nessuno sia mai riuscito a innescare il salto di qualità necessario, con i grandi tour operator internazionali. È una grande sfida, che possiamo vincere.

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