La guerra spaventa anche il settore turistico comasco: «Ma per ora restiamo ottimisti»
Luca Leoni (Federalberghi): «Se dovesse accadere un incidente in Europa, le cancellazioni partirebbero dall’oggi al domani. Ma se la tensione si risolvesse in breve, avremmo un ulteriore input di prenotazioni da chi oggi sta aspettando»
Como
Ottimismo, ma con il fiato sospeso. Il settore alberghiero comasco osserva con attenzione le tensioni dell’Iran, consapevole che la stabilità del turismo è strettamente legata alla percezione di sicurezza dei viaggiatori d’oltreoceano. Luca Leoni, presidente degli albergatori di Confcommercio Como e vicepresidente di Federalberghi Lombardia, conferma la linea del presidente nazionale Bernabò Bocca.
Al momento, i dati sono rassicuranti. «Non abbiamo segnali negativi o cali - spiega Leoni - anzi, la stagione si prospetta ottima». Il rischio, tuttavia, è psicologico: «L’americano identifica l’Italia con l’Europa intera. Se dovesse accadere un incidente anche lontano nel Mediterraneo, le cancellazioni partirebbero dall’oggi al domani».
Paradosso del conflitto? «Tristemente, l’instabilità in zone come Dubai potrebbe spingere più europei a scegliere Como - sottolinea Leoni -. Se la tensione si risolvesse in breve, avremmo un ulteriore input di prenotazioni da chi oggi sta aspettando».
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