In nero ci sono  solo i soldi ai partiti

In nero ci sono

solo i soldi ai partiti

Il problema della destra in Italia è che non riesce mai a uscire dalla sua dimensione macchiettistica.

Passano gli anni, cambiano gli interpreti, si susseguono le rivoluzioni economiche, digitali e sanitarie e la destra rimane sempre lì, come la rocca di Gibilterra, avvinghiata ai suoi personaggi da rivista, ai suoi gerarchetti da commedia, ai suoi reduci da avanspettacolo, insomma, a tutto quel variegato mondo circense che, di quando in quando, ci regala spassosi siparietti che sembrano tratti da un film di Monicelli. Non che dall’altra parte siano messi tanto meglio, per carità, che a forza di retori dell’eterna resistenza resistenziale, di sacerdoti del sacro verbo antifascista ovunque, dovunque e comunque e di tutto il resto delle prediche che ci vengono propinate da settant’anni dall’orchestra dei tromboni del pensiero unico conformista, ti viene una gran voglia di farti una quinta dose di AstraZeneca scaduto. Ma, diciamoci la verità, mentre il mondo galoppa a tutta birra verso un futuro interconnesso e inquietante, questo è il livello del dibattito politico nella repubblica delle banane. Bisognerà, prima o poi, farsene una ragione.

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