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Politica Impasse nel centrodestra, nel centrosinistra Giuseppe Cosenza non ha ancora sciolto la riserva
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Sono riprese da qualche settimana le riunioni politiche, nel centrodestra e nel centrosinistra per arrivare a individuare i candidati sindaco che dovranno sfidare alle elezioni di maggio l’attuale primo cittadino Alessandro Rapinese, che correrà nuovamente come lui stesso ha annunciato con la sua lista civica “Rapinese sindaco”. Nel 2022 agguantò il pass per il ballottaggio per 102 voti (strappandolo al centrodestra), mentre al secondo turno vinse largamente (con il 55% e quasi 3mila voti di scarto) contro la candidata del centrosinistra Barbara Minghetti.
Oltre a Rapinese è certa la corsa dell’ex consigliere comunale Luigi Bottone per i Democratici di centro e con una ipotetica seconda lista di appoggio dedicata alle periferie. Tornando ai due schieramenti principali il calendario gira e, come detto, incontri, telefonate e rumors si susseguono sotto il cielo della politica comasca sempre però con un orecchio a Milano, e questo vale per il centrosinistra e ancor di più per il centrodestra. Verranno anche fatte valutazioni territoriali tenendo conto che si voterà anche ad Erba mentre Cantù e Mariano andranno ad elezioni nel 2029. Quando si parla di nomi, va però precisato, tutto è passibile di modifiche anche clamorose nel giro di poco tempo. Esattamente come nel calciomercato. I nomi sono quelli del segretario provinciale di Fratelli d’Italia Stefano Molinari e dell’avvocato Enrico Gelpi, nessuna tessera di partito, attuale presidente dell’Aci e nipote di quel Lino Gelpi che fu sindaco dal 1956 al 1970. Sembra ormai essere fuori dai giochi il segretario cittadino di FdI Alessandro Nardone che ha da poco ottenuto un incarico romano. Quotazioni in ribasso anche per Patrizio Tambini (per il rischio, secondo alcuni, di un’identificazione con l’ex sindaco Stefano Bruni) e per l’ad di Etv Mario Rapisarda. Resta il nome del consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi, l’anti-Rapinese anche sui social, ma le possibilità di una sua corsa sono remote.
La Lega aveva svolto delle primarie interne, ma non ne aveva reso noto il risultato. I nomi di spicco sono quelli del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e dell’assessore regionale Alessandro Fermi, ma il partito si scontra con il calo di consensi e con la volontà di mantenere la guida di Cantù. Sul tavolo del centrodestra ci sono poi le proposte di “Progetto Como”, la neonata associazione politica che ha lanciato il nome di Gioacchino Favara (e in subordine quello di Sergio De Santis) per una candidatura a sindaco, ma dando disponibilità a valutare l’appoggio a un unico candidato di centrodestra. Ci sono infine gli outsider di Nova Como con Teresa Minniti in vantaggio su Vincenzo Falanga. Punto di domanda cosa farà “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci.
Nel centrosinistra il dibattito coinvolge i Cinque Stelle, ma anche realtà civiche come la lista “Civitas” di Bruno Magatti con lo scopo di avere un campo “super largo”. Il nome al momento più unificante è quello dell’architetto Giuseppe Cosenza già dirigente all’Urbanistica in Provincia e poi in Comune che non ha però sciolto la riserva. C’è anche quello del consigliere comunale Stefano Legnani mentre sembra essere già tramontato quello del medico Italo Nessi, già in consiglio durante l’amministrazione Lucini. Ha perso quota anche Valerio Perroni, già sindaco di Villa Guardia. Infine c’è chi vedrebbe bene un ritorno a Palazzo Cernezzi di Luca Gaffuri, storico volto dem di Como città, ma le possibilità sembrano poche.
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