Imu, seconda rata da 14,3 milioni. Rapinese: «Recuperare l’evaso è un obiettivo dell’amministrazione»

Le nostre tascheScadono venerdì i termini per il versamento per seconde case a altri immobili. In un anno la cifra è di 28,6. Il sindaco: «Con lo stesso rigore per la Tari si troverà chi non paga»

La data di venerdì 16 dicembre è segnata sul calendario con la penna rossa per i possessori di seconde case, uffici, capannoni, box. È infatti il termine ultimo per pagare la seconda rata dell’Imu per evitare di incappare in sanzioni e more.

Il gettito

Per il Comune di Como significa un incasso pari a 14,3 milioni di euro, visto che la previsione annuale è pari a 28,6 milioni di euro. Sono in totale circa 46mila i versamenti che vengono effettuati ogni anno (circa 500 quelli per le case di lusso e 600 per le aree edificabili). La parte più consistente delle entrate deriva da seconde case, box, uffici e negozi, mentre i capannoni incidono per meno di due milioni di euro. Sulla quota totale circa 8 milioni tornano allo Stato, mentre la parte rimanente va nelle casse comunali.

E il sindaco annuncia che partiranno anche controlli serrati, così come fatto in questi mesi per la Tari (da ottobre sono stati inviati più di mille avvisi corrispondenti a mancati pagamenti per oltre due milioni di euro). «Con lo stesso rigore mostrato per la Tari - commenta Alessandro Rapinese - ci si concentrerà sull’Imu. Recuperare l’evaso è un obiettivo dell’amministrazione e le aspettative, anche in termini economici, sono elevate. Non appena verrà esternalizzato il servizio di riscossone della Tari entrerà a regime la nuova modalità di controllo dell’Imu, su cui concentreremo il personale degli uffici».

Le aliquote Imu resteranno invariate anche per il 2023: si va dallo 0.4% delle unità abitative concesse a titolo gratuito al Comune di Como per aiutare i nuclei familiari in difficoltà all’1.06% per gli immobili di categoria catastale D5 ( istituti di credito, banche, assicurazioni) e supermercati. Le seconde case hanno l’aliquota dello 0.96%. Per i fabbricati delle imprese (purché non siano in alcun modo ceduti a terzi) si paga, invece, lo 0.76%.

Le previsioni di recupero dell’evasione per il prossimo anno, inserite nel bilancio che dovrà essere discusso e approvato dal consiglio comunale, stimano in 3 milioni 785mila euro l’incasso nel 2023 e nel 2024 e di 2.8 milioni nel 2025.

Gli avvisi

Attualmente gli avvisi inviati per chiedere i mancati pagamenti (comprendono anche chi, ad esempio, ha acquistato una casa ma non ha trasferito immediatamente la residenza e l’immobile, fino a quel momento, è da considerarsi a tutti gli effetti seconda casa) sono 121.

Negli ultimi due mesi il personale è stato impiegato quasi integralmente per le verifiche sulla tassa rifiuti, ma non sono mancati i comaschi che hanno ricevuto avvisi per l’Imu in modo che non scattassero i termini per la prescrizione.

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