La Lega dei ticinesi contro Sgarbi: «Da noi i deputati non hanno auto blu, rispetti le regole»

La polemica Norman Gobbi, figura simbolo della lega dei ticinesi, si scaglia contro il critico d’arte e parlamentare dopo le sue dichiarazioni sulla multa svizzera. La replica di Sgarbi: «È scortato anche il suo amico Salvini»

Invece che placarsi, il livello dello scontro tra una larga fetta di politica ticinese e il parlamentare (e critico d’arte) Vittorio Sgarbi - dopo l’ormai noto episodio del fermo in quel di Maroggia dell’auto su cui viaggiava Sgarbi con lampeggiante blu acceso e con annessa sanzione da 500 franchi - si è ulteriormente alzato, dopo che ieri sulla vicenda è entrato a gamba testa il consigliere di Stato e figura simbolo della politica ticinese, Norman Gobbi.

- Leggi anche: «Sgarbi e la multa svizzera: “Poliziotti arroganti, non ho commesso reati”»

«Le regole sono regole, per tutti - l’incipit del post comparso di buon mattino sulla pagina facebook del titolare del Dipartimento cantonale delle Istituzioni -. Questa è la Svizzera e il Canton Ticino, signor Sgarbi. Qui i deputati non hanno “auto blu”, men che meno dotate di lampeggianti, privilegio concesso solo agli enti di pronto intervento, che sono al servizio di tutta la comunità». Poi la stoccata finale: «L’educazione è anche saper ammettere quando si sbaglia, senza giudicare ingiustamente un Paese che, per fortuna, funziona».

La replica di Sgarbi arriva via Facebook: «Anche in Italia i deputati non hanno auto blu»

Parole forti - a tratti anche trancianti - cui Sgarbi ha risposto direttamente via facebook, commentando praticamente in presa diretta il post di Norman Gobbi (in serata i commenti al post hanno sfiorato, per la cronaca, quota 900). «Il signor Gobbi vuol dare una lezione, ma ha sbagliato indirizzo. Anche in Italia i deputati non hanno auto blu e “lampeggianti prioritari”, ma alcuni magistrati o sindaci o altri rappresentanti minacciati dalla mafia hanno una tutela stabilita dal ministero dell’Interno. Difficile capirlo per chi, per attaccare me, persona nota, rimprovera il mio agente che, al di là dei confini, ha fatto il suo dovere». Poi una stoccata politica, che richiama al legame tra Lega dei Ticinesi (parlo di cui oggi Gobbi rappresenta uno dei “colonnelli”) e la Lega guidata da Matteo Salvini, anche se in realtà dopo i ruggenti incontri tra Giuliano “Nano” Bignascae Umberto Bossi i rapporti tra i due partiti si sono raffreddati. «Anche il suo amico Salvini è scortato - la chiosa di Vittorio Sgarbi -. Si tratta di sicurezza, non di privilegi. La polizia cantonale ha considerato solo regole astratte e non le ragioni del rispetto e della tutela per chi rappresenta un Paese amico ed è venuto come ospite per un Festival diretto da un amico».

La polemica dunque non accenna a placarsi, ricordando che sulla vicenda non è ancora stata scritta la parola fine, considerato che - al netto dalla sanzione (regolarmente saldata) da 500 franchi - toccherà ora alla sezione della Circolazione di Camorino stabilirà l’entità esatta dell’infrazione certificata in quel di Maroggia, con il fermo poi avvenuto a Chiasso-Brogeda.

© RIPRODUZIONE RISERVATA