Lega, scossa dal congresso . La linea è ripartire da Salvini
Il Carroccio. Da Locatelli a Fermi, i comaschi archiviano le tensioni interne. Ma Castelli: «Abbandonato il Nord»
Lettura 1 min.Como
Gli esponenti di primo piano della Lega di Como erano, già prima del congresso indetto a sorpresa dal segretario federale Matteo Salvini per fermare il logoramento e il fuoco amico all’interno del Carroccio, schierati in blocco con lui. E la riconferma ottenuta da Salvini ha avuto l’effetto di dichiarazioni via social, foto e selfie con l’obiettivo di spronare il partito a ricompattarsi in vista delle prossime elezioni, consapevoli della necessità di riconquistare consenso. Il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, che è intervenuta anche dal palco durante la discussione, guarda al futuro: «Ora avanti, tutti insieme, al suo fianco, con ancora più determinazione, ascoltando i territori e lavorando ogni giorno per dare risposte concrete ai cittadini».
Il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni parlando di sicurezza e immigrazione ha anche proposto la mozione (votata all’unanimità) per chiedere che Salvini, in un futuro governo di centrodestra, torni a guidare il Viminale. «Non si è mai risparmiato, non si è mai tirato indietro – ha commentato Molteni - e ha sempre messo la sua faccia per il bene della Lega, della sua comunità politica e del Paese. Ha sempre messo passione, cuore, dedizione, coraggio e generosità. Ripartiamo da qui, da Milano, con i nostri militanti e sostenitori, sindaci, governatori e amministratori accanto al nostro segretario. Con una grande Lega, di lotta e di governo, identitaria, federalista, popolana, orgogliosa della propria storia, senza nostalgia e guardando al futuro con fierezza e a testa alta». Ha parlato di Europa, economia e federalismo il senatore Claudio Borghi mentre il deputato Eugenio Zoffili ha dichiarato che «Questo congresso federale, con la rielezione di Matteo Salvini ad ampissima maggioranza, è stato il più bel regalo di compleanno che potessi ricevere». L’assessore regionale Alessandro Fermi ha scelto il pragmatismo: «Dopo due giorni di confronto, si torna al lavoro più forti e più uniti di prima».
Soddisfatte la segretaria provinciale Laura Santin e la capogruppo a Palazzo Cernezzi Elena Negretti. Non si è fatta attendere la presa di posizione del Partito popolare del Nord di Roberto Castelli con un lapidario: «La Lega ha abbandonato definitivamente il Nord».
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