L’ex scuola dimenticata a Lora: erbacce e ruggine da dieci e lode
Nel quartiere L’edificio di proprietà comunale era stato chiuso nel 2004. Resta nel piano delle alienazioni, ma finora nessuno l’ha voluto comprare
Lettura 1 min.Fa strano pensare che, una ventina d’anni fa, da quel cancello ruggine, c’era un viavai di bambini. Eppure le ex scuole elementari di Lora, un edificio di proprietà del Comune posizionato in un isolotto di terreno compreso tra via di Lora e via Cermenati, oggi sembrano tutto tranne che delle scuole.
Costruite nei primi anni del Novecento e ristrutturate negli anni Sessanta, le scuole si sviluppano in una pianta a “t”, con un giardino e un piazzale asfaltato subito dopo l’entrata. Per decenni qui, a farla da padrona, sono i bambini del quartiere. Fino all’estate del 2004, quando le classi elementari di Lora vengono trasferite nello stesso compendio delle scuole medie, in via Mantegazza. A firmare quella decisione è il sindaco Stefano Bruni, che in questo accorpamento riceve il sostegno della preside dell’istituto.
È questione di poco tempo però, prima che i residenti inizino a nutrire qualche dubbio sul futuro dell’edificio. La stessa circoscrizione 2 presenta un progetto per la riqualificazione. Si vuole creare un ambulatorio, una biblioteca, una ludoteca, e degli spazi per le associazioni. «Non vogliamo che diventi una seconda Ticosa» avvertono all’epoca. Ma ahimè, le vecchie scuole di Lora sono eccome diventate una piccola Ticosa “bis”, dove l’unica cosa che vive, e vive bene, è il verde. Lo si vede a partire dalla scalinata , piena di erbacce. Stessa cosa per la scaletta laterale, il cui cancello è ricamato di edera e rampicanti.
Sbirciando al di là del lucchetto, anche il cortile non se la passa bene: con l’erba alta e gli alberi che hanno continuato la crescita, la scuola si vede a malapena. A far da contorno, scritte e ruggine. Come per altri edifici abbandonati di proprietà del Comune, anche per le ex scuole elementari di Lora è stata tentata la via della vendita. L’immobile è entrato nel piano delle alienazioni durante l’amministrazione Lucini, e da lì non se ne è più andato, con una base d’asta calata sempre di più (ora a 855mila euro) e una serie di tentativi andati deserti, proprio come l’edificio.
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