Monte Goj, servono sette milioni per sistemarlo dopo l’incendio
Studio di fattibilità Proposti in Regione interventi per posizionare reti paramassi, riforestare e creare una strada agevole per i soccorsi: necessari 24 mesi di lavori
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Una nuova strada in grado di garantire accesso ed eventuali soccorsi, messa in sicurezza delle zone abitate circostanti con reti paramassi e riforestazione.
Ieri al Pirellone il Parco Spina Verde ha presentato lo studio di fattibilità per la messa in sicurezza del Monte Goj dopo l’incendio. Un piano da 7 milioni di euro e 24 mesi di lavori che dovrà ora essere affinato e suddiviso eventualmente in lotti definendo nel dettaglio le opere prioritarie.
Ma serve trovare i fondi
A presentarlo per conto del Parco presieduto da Giorgio Casati è stato l’agronomo Marco Giorgetti e, dall’altra parte del tavolo, c’erano l’assessore regionale comasco Alessandro Fermi e i consiglieri Anna Dotti (FdI), Sergio Gaddi (Forza Italia) e Angelo Orsenigo (Pd). Presente anche per la Provincia il responsabile della Protezione civile mentre non c’era nessuno di Palazzo Cernezzi. «Il quadro economico che ci è stato sottoposto è piuttosto impegnativo, visto che parliamo di oltre 7 milioni di euro – ha chiarito Fermi - Gli interventi servirebbero per mettere in sicurezza le aree abitate circostanti con reti paramassi, costruire una strada che consenta ora e anche in futuro di portare i soccorsi dove possono servire e infine riforestare le zone maggiormente colpite». E ha poi concluso: «Faremo il possibile per trovare i fondi. Ora attendiamo un nuovo studio di fattibilità con evidenziati i lavori più urgenti per capire dove possiamo intervenire più tempestivamente. Ho chiesto di suddividere i lavori in più lotti funzionali per coinvolgere anche altri assessorati e trovare i fondi nel corso di un programma pluriennale».
Le perplessità lato Pd
Nel frattempo Orsenigo manifesta perplessità: «Ritengo che quanto ci è stato presentato, sia in termini di progetto che di costi, vada assolutamente approfondito, rivalutato e vagliato anche dai tecnici di Regione Lombardia. Tra le opere, la strada in sostituzione dei sentieri sarebbe troppo impattante, andrebbe pensata una soluzione più leggera. E ci vorrebbero troppi soldi e tempo per realizzarla. Dobbiamo certamente intervenire, ma dobbiamo anche entrare il più possibile nel merito delle scelte che verranno fatte, indicando priorità e costi».
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