Esposto di otto operatori dei boat tour sul pontile villa Geno: «Più verifiche per la sicurezza e ora se ne sospenda l’utilizzo»

La richiesta Avvalendosi dei rilievi raccolti dal sopralluogo dell’ingegner Gatti viene chiesto di fermare l’attività per qualche giorno in attesa di altri approfondimenti. Questa mattina, lunedì, il vertice con il prefetto

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Como

Otto operatori che lavorano nell’attività di boat tour a Como hanno presentato un esposto sulla sicurezza del nuovo pontile di Villa Margherita, a Villa Geno, entrato in funzione il primo settembre in sostituzione dell’approdo di Sant’Agostino. L’atto, firmato dall’avvocato Vincenzo Sapone, è stato trasmesso alla Prefettura, all’Autorità di Bacino, all’Enac e ai Vigili del fuoco. Gli operatori chiedono verifiche tecniche urgenti e che venga valutata, nel frattempo, anche la sospensione dell’utilizzo del pontile.

. Video di Gisella Roncoroni. Situazione pontile Villa Geno

Molte oscillazioni già nei primi giorni

Al centro dell’esposto c’è la relazione tecnica di Aldo Gatti, realizzata dopo un sopralluogo del 30 agosto durante il quale erano giù emersi dubbi sulla sicurezza del pontile che, anche quando le condizioni meteorologiche consentono di avere acque calme - i rilievi sono stati fatti «il 30 agosto 2026 fra le 9 e le 11 del mattino, con assenza di vento e onda residua pressoché nulla cioè nelle condizioni più favorevoli possibili» - , è esposto a forti oscillazioni e bruschi sbandamenti a causa del passaggio di imbarcazioni a pochi metri.

Sono diversi gli episodi citati nell’esposto e raccontati nei giorni scorsi anche sulle pagine del giornale: «Le prime giornate di esercizio hanno evidenziato, secondo i resoconti di stampa: oscillazioni notevoli del pontile al semplice passaggio di un battello della Navigazione; passeggeri investiti dagli spruzzi in condizioni di lago “appena mosso” e maggiore esposizione al vento rispetto al precedente approdo; rallentamento delle operazioni di ormeggio e difficoltà nella gestione del saliscendi dei passeggeri; malfunzionamenti della piattaforma DockPass - riporta il documento - Si segnala inoltre e se ne chiede espressamente verifica che la stampa locale ha dato conto della caduta in acqua di una bambina presso il pontile, riportando la dichiarazione di operatori secondo cui «prima o poi succede l’irreparabile».

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Un corridoio d’acqua troppo stretto

Tra le altre criticità indicate nella relazione c’è anche l’assenza di barriere idonee a evitare cadute in acqua sul tratto galleggiante del pontile, vengono sollevati dubbi sul sistema di ormeggio, considerato la causa delle brusche oscillazioni rilevate nei primi giorni di utilizzo, e sulla vicinanza al corridoio d’acqua normalmente utilizzato dagli idrovolanti. Nell’esposto si sottolinea infatti che «il pontile si trova in prossimità della punta di Villa Geno, in un punto in cui la larghezza fra le due sponde è di circa 660 metri» e nel tratto in cui si trova il corridoio d’acqua riservato agli idrovolanti dell’idroscalo internazionale («l’unico - si evidenzia nel documento - idroscalo certificato attualmente operativo in Italia»). Di conseguenza, lo spazio per le altre imbarcazioni (private e di linea) è «meno della metà» in entrambi i sensi, tenendo conto anche delle ordinanze comunali che fissano una distanza minima dalla costa da un lato e dalla striscia riservata alla navigazione aerea dall’altro, costringendo così a passare molto vicino al pontile.

Per sottolineare la pericolosità del tratto, nell’esposto si fa anche riferimento a un incidente avvenuto la scorsa estate tra due imbarcazioni, che ha portato alla morte di una passeggera, vicino a dove è stato ora collocato il pontile.

Altre critiche vengono mosse anche riguardo alle ore di funzionamento del pontile senza personale (l’assistenza di un operatore, addetto di Csu e incaricato di verificare che venga rispettato il limite massimo di sei persone sul pontile e che dispone la chiusura in caso di meteo avverso, governando la rotazione tra le imbarcazioni, è prevista solo tra le 9 e le 20 e solo dal 15 marzo al 15 novembre) e all’assenza di procedure e dotazioni di emergenza. Vengono sollevati dubbi anche sull’accessibilità per anziani e persone con mobilità ridotta e sulla gestione delle imbarcazioni in attesa.

. Video Il pontile di Villa Margherita

«Siamo i primi esposti al rischio»

Gli operatori precisano di non contestare la necessità di regolamentare e contingentare il traffico delle barche nel primo bacino, ma le modalità scelte per farlo. «Essi sono, anzi, i primi soggetti esposti al rischio, sotto un duplice profilo: come operatori professionali che manovrano quotidianamente in quello specchio d’acqua, e come titolari della posizione di garanzia nei confronti dei passeggeri che imbarcano e sbarcano - si legge nell’esposto - Ogni giorno in cui il servizio prosegue nelle condizioni descritte, sono i loro conducenti a dover far scendere turisti su un piano mobile che, secondo la perizia allegata, si sbanda fino a dieci gradi al secondo».

Chiedono - segnalando nell’esposto l’urgenza dell’intervento, dal momento che il pontile è già in uso dal 1 settembre - quindi un sopralluogo tecnico congiunto e un tavolo con gli enti interessati. Alla Prefettura in particolare gli otto operatori rivolgono la richiesta di valutare la sospensione del pontile o, in alternativa, l’utilizzo provvisorio di un altro approdo durante lo svolgimento degli accertamenti richiesti.

Oggi il vertice con il prefetto

Sulla questione si è mosso anche il prefetto Corrado Conforto Galli che ha convocato in prefettura un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per un’analisi congiunta della situazione operativa del pontile che si svolgerà alle 10 di oggi.

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