Mappe del mondo. La nostra strada tra tutte le altre

L’albo. Due illustratori polacchi raccolgono in un atlante cartine piene di dettagli e disegni su 69 Paesi del mondo

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Le balinesi nei giorni di festa, i dervishes turners che girano sulle spine dorsali, i danzatori bulgari a piedi nudi sui bracieri ardenti. Sfogliando “Mappe” sembra di ascoltare “Voglio vederti danzare” di Battiato.

Un atlante che intreccia geografia, storia, cultura, folklore, piatti tipici, personaggi famosi, flora e fauna, un libro dalla consultazione potenzialmente infinita, farcito di informazioni e curiosità. A renderlo ancora più speciale è il fatto che sia interamente disegnato da Aleksandra Mizielinska e Daniel Mizielinski, coppia di illustratori polacchi fondatori dello studio grafico Hipopotam a Varsavia.

Particolari piccoli ma ingegnosi

Ci troviamo in Islanda ai piedi dell’imponente ghiacciaio Vatnajokull, giriamo qualche pagina e siamo immersi nelle sorgenti calde di Pamukkale in Turchia.

Un percussionista suona il gangan in Nigeria mentre un gruppo intona la Haka in Nuova Zelanda. In Spagna c’è Pablo Picasso tra Francisco Goya e Salvador Dalì, in Etiopia Abebe Bikila corre al fianco di Kenenisa Bekele.

Continuando a sfogliare, in Indonesia scorgiamo l’orango di Sumatra, in Georgia il cervo del Caucaso, mentre nelle acque dell’Oceano Indiano nuota una balenottera di Eden. Il profumo della rosa di Damasco si fonde con quello della paprika ungherese, il riso fritto indonesiano con il tè alla menta della Giordania.

“Mappe. Un atlante per viaggiare tra terra, mari e culture del mondo” (Electa Kids), pubblicato per la prima volta nel 2012, è stato premiato nel 2013 come miglior libro di divulgazione dal prestigioso Premio Andersen, tra i più autorevoli riconoscimenti nel campo della letteratura per ragazzi. Da allora sono seguite diverse ripubblicazioni che a ogni uscita hanno visto ampliarsi il numero di mappe disponibili.

A cosa si deve tanto successo? Il vero punto di forza sono sicuramente le illustrazioni originali che arricchiscono ogni pagina con colori ed elementi da scoprire, grandi e minuscoli, una grafica che invita all’esplorazione.

Dispiace che l’Italia sia tra le mappe meno particolareggiate con diverse peculiarità assenti all’appello, ma consideriamoli spazi liberi da riempire per la prossima edizione.

Altro aspetto vincente, il fatto che non si limita a specificare capitale, popolazione, superficie e lingua parlata, ma come dicevamo, aggiunge tanti piccoli particolari come i nomi più diffusi: Lily e David in Australia, Naranbaatar e Bolormaa in Mongolia, Yi-Jun e Jia-Hao a Taiwan.

Google Maps vs le carte

Tra i lettori più appassionati, nonostante sia posizionato nello scaffale dell’editoria per bambini e ragazzi, troviamo gli adulti.

Atlanti e cartine geografiche stanno riscoprendo una nuova fortuna, forse perché, in un mondo sempre più digitale, si avverte il bisogno di oggetti concreti da toccare, sfogliare e portare con sé, infilati in una borsa.

Aprire una mappa consente infatti di avere una visione d’insieme: lì sopra non c’è il nostro tragitto, ma tutti i tragitti possibili tra cui scegliere. È vero: le app di geolocalizzazione e navigazione satellitare che portano dal punto A al punto B, con o senza pedaggio, con o senza traghetto, ottimizzano i tempi, sono efficienti e salvifiche, soprattutto per chi non ha molto senso dell’orientamento. Ti portano dove chiedi di andare, ma non ti mostrano il resto perché in quel momento la cosa più importante è arrivare da A a B senza perdere tempo.

Le mappe invece offrono la possibilità di uscire dalla visione personalizzata di un percorso unico, dritto verso la meta. Si tratta di un cambio di prospettiva accolto dall’albo illustrato da Mizielinska e Mizielinski e che racconta due modi diversi di abitare e interpretare il mondo: da una parte il percorso personale, veloce ed essenziale continuamente aggiornato all’interno dell’app, dall’altra il mondo nella sua interezza disegnato su una mappa, con tutto ciò che lo definisce anche senza di noi.

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