Non saranno inviate altre fatture ospedaliere alle famiglie dei ragazzi di Crans-Montana

La dichiarazione Lo ha dichiarato Meloni dall’Armenia dopo essersi confrontata, a margine del vertice Cpe, con il presidente svizzero Parmelin

Durante l’incontro bilaterale con la premier Giorgia Meloni oggi a Yerevan, in Armenia, a margine dell’ottavo vertice Cpe, il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin e la premier italiana si sono confrontati sul tema delle fatture ospedaliere inviate dalla Svizzera alle famiglie dei ragazzi rimasti coinvolti nel rogo di Capodanno al locale Le Constellation a Crans-Montana. Parmelin ha confermato «che il Consiglio federale avrebbe esaminato la questione della fatturazione delle prestazioni ospedaliere tra gli Stati interessati, sulla base delle disposizioni legali vigenti». Parmelin ne ha scritto anche su Twitter.

«Ho avuto molti incontri bilaterali, quello con Carney anche con il presidente della Svizzera sulla annosa questione delle fatture ospedaliere, per ora ho avuto intanto la garanzia che non saranno inviate fatture alle famiglie» della tragedia di Crans-Montana, «poi vediamo come gestire la questione sul piano bilaterale» è stato invece il commento di Meloni.

Le fatture già inviate

Meloni stessa si era detta «scioccata» delle fatture inviate a tre famiglie italiane da una struttura ospedaliera del canton Vallese per i ricoveri e le cure somministrate ai loro figli con la richiesta di pagare decine di migliaia di euro. Si trattava in quei casi di una copia delle fatture che di prassi viene sempre inviata ai pazienti oltre che alla loro assicurazione (obbligatoria per chiunque viva nel Paese) per il rimborso. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, aveva fatto sapere però che, per un principio di reciprocità legato al fatto che negli ospedali italiani erano stati accolti e curati ragazzi svizzeri rimasti ustionati nel rogo, l’Italia non avrebbe pagato quelle fatture.

- La mamma di Lorenzo sopravvissuto al rogo di Crans-Montana: «Un miracolo, abbiamo tremato»

La vicenda tocca in parte anche il territorio comasco dove uno dei ragazzi presenti nel locale Le Constellation durante l’incendio vive e studia, Lorenzo, e dove invece studiava, pur vivendo in canton Ticino, Sofia Prosperi, una delle 41 giovani vittime del rogo. Entrambi iscritti all’International School di Fino Mornasco, i due si conoscevano ed erano nel locale a festeggiare insieme agli amici. Lorenzo, inizialmente assistito in Svizzera, era stato poi portato in Italia per un aggravarsi delle sue condizioni e il 1 maggio è stato finalmente dimesso e ha potuto fare ritorno a casa.

Le indagini in corso

Proseguono intanto le indagini dei pm di Roma sulla strage di Crans-Montana: i pm sono in attesa dei risultati complessivi delle autopsie svolte sulle sei vittime italiane del rogo. I risultati degli esami autoptici verranno poi inviati ai magistrati elvetici nell’ambito della collaborazione giudiziaria avviata nelle settimane successive alla tragedia. Al momento sono iscritti nel registro degli indagati Jaques Moretti e la moglie Jessica, proprietari del locale, per i reati di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. I pm sono in attesa della trasmissione dei documenti selezionati nel corso della trasferta del 25 marzo scorso. Alla luce di quanto verrà trasmesso i magistrati di Roma potrebbero ampliare il numero degli indagati e in particolare per i mancati controlli sulla sicurezza del Constellation.

© RIPRODUZIONE RISERVATA