Finanza e innovazione ricetta per il salto di scala
Alfaparf Milano è leader nella cosmetica con un fatturato di 463,8 milioni e una presenza in oltre 130 Paesi «Eccellenza, agilità, coraggio: la nostra visione è sempre “conoscere le persone per capire il mercato”»
Fondata nel 1980 da Roberto Franchina, Alfaparf Milano è la principale multinazionale italiana della cosmetica professionale. Sviluppa, produce e distribuisce prodotti per la cura dei capelli e del corpo, macchinari estetici, ed è attiva anche nella produzione conto terzi e nella pet beauty.
La sede principale è a Osio Sotto, è presente in oltre 130 Paesi con nove stabilimenti produttivi, 30 filiali dirette e un team di oltre 3.700 addetti. Conta tre centri di ricerca in Italia, Messico e Brasile, e un portafoglio di oltre 20 marchi.
Nel 2024 ha registrato un fatturato consolidato di 463,8 milioni di euro, confermando una traiettoria di crescita costante e sostenibile. Si colloca tra le prime cento aziende della cosmetica mondiale (82esima nella classifica della rivista americana Women’s Wear Daily), nel ranking, Alfaparf Milano, è una delle cinque aziende italiane presenti.
Nel 2025 ha vinto per la sesta volta il Best Managed Companies Award assegnato da Deloitte Private. Dal 2021 è Leader della Sostenibilità nella classifica elaborata da Statista per Il Sole 24 Ore. Beauty&Business, filiale italiana di Alfaparf Milano, ha ottenuto nel 2025 la certificazione per la parità di genere.
Una crescita maturata nel tempo, guidata da innovazione e internazionalizzazione, pronta ad affrontare nuove sfide. Ne abbiamo parlato con Attilio Brambilla vice presidente Alfaparf Milano.
Avete preso parte alla tappa di Monza del roadshow di Intesa Sanpaolo, insieme ad altre realtà “potenzialmente pronte a intraprendere percorsi di crescita attraverso innovativi strumenti di corporate finance, tra cui finanza strutturata, IPO, M&A, transizione generazionale e gestione della governance” si legge nella nota stampa. Cosa ne pensa di questi strumenti?
Li considero strumenti, non obiettivi, da saper usare nel momento giusto con una logica industriale. La finanza straordinaria può accelerare investimenti, rafforzare la governance e aumentare la capacità competitiva sui mercati esteri. Trovo positivo l’approccio del roadshow, perché mette a disposizione un advisory integrato e un set di leve, finanza strutturata, IPO, M&A, transizione generazionale e governance, pensate per imprese pronte a un salto di scala. Per noi la priorità resta sempre la stessa: equilibrio tra crescita e solidità. Quando questi strumenti aiutano a fare investimenti migliori, con più trasparenza e più disciplina, allora diventano un acceleratore reale.
Siete stati selezionati come realtà ad alto potenziale di espansione, qual è l’elemento che ha fatto la differenza nel giudizio degli osservatori esterni?
Credo abbia inciso soprattutto la coerenza del nostro percorso, una crescita costruita nel tempo con disciplina, capacità di esecuzione e una visione strategica ben definita. Negli ultimi anni abbiamo dimostrato di saper crescere senza compromettere qualità e solidità, investendo con continuità in innovazione, organizzazione e presidio dei mercati. Oggi siamo un gruppo con una vocazione internazionale concreta, operiamo in oltre 130 Paesi, con un modello che integra presenza diretta e partnership locali.
Se dovesse indicare una scelta strategica precisa che ha cambiato la traiettoria dell’azienda negli ultimi anni, quale sarebbe e perché è stata decisiva per la crescita?
Se devo indicarne una, direi l’accelerazione della trasformazione da “azienda esportatrice” a gruppo globale. Abbiamo scelto di costruire basi commerciali e produttive in aree strategiche ben definite e, allo stesso tempo, di ampliare il perimetro con integrazioni mirate, sempre con logica industriale. Questo approccio ci ha resi più vicini ai mercati, più rapidi nel servire i clienti e più resilienti nei diversi cicli economici.
Quanto pesa oggi l’internazionalizzazione nel vostro modello di sviluppo e quali sono i mercati che stanno trainando maggiormente il vostro business?
L’internazionalizzazione è parte strutturale del nostro modello di impresa, siamo presenti con filiali e strutture commerciali in numerosi Paesi del mondo e operiamo con una distribuzione globale. La composizione geografica dei ricavi 2025 fotografa bene questa realtà: Europa e Asia rappresentano circa il 45%, l’America Latina circa il 40% e gli Stati Uniti il 15%.
Dietro ai numeri spesso ci sono persone e visione, che tipo di leadership e cultura aziendale avete costruito?
Abbiamo radici familiari e questo si traduce in una cultura molto chiara, la centralità delle persone, prima di tutto, e un forte senso di responsabilità sul lungo periodo. La nostra visione è “Conoscere le persone per capire il mercato” e la rendiamo concreta attraverso valori pratici: eccellenza, agilità e coraggio, apertura, integrità e responsabilità, oltre a una passione autentica per la bellezza e il mercato in cui operiamo. È una cultura che aiuta a prendere decisioni rapide, ma sempre concrete.
Quali sono le prossime sfide più strategiche che vi apprestate ad affrontare?
Le sfide sono quelle tipiche di un gruppo in crescita: continuare a scalare mantenendo qualità e velocità, rafforzare gli investimenti in innovazione di prodotto e in organizzazione, consolidare ulteriormente presìdi di governance e sostenibilità, far evolvere portafoglio e operations per restare competitivi in mercati molto diversi tra loro. In parallelo portiamo avanti un percorso di sostenibilità avviato negli scorsi anni e oggi più maturo, con iniziative che riguardano tutti gli ambiti aziendali e progetti che vengono realizzati anche attraverso Fondazione Alfaparf.
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