«Italia appesa a un filo. Il periodo a rischio è la coda dell’inverno»

L’intervista Dario Fabbri, analista geopolitco e direttore della rivista Domino: «Il mese più critico per il gas potrebbe essere «Il ese più critico per il gas potrebbe essere marzo»

«Italia appesa a un filo. Il periodo a rischio è la coda dell’inverno»
Dario Fabbri

La situazione di grande incertezza e confusione in cui ci troviamo a livello geopolitico non rappresenta certo il contesto migliore per lo sviluppo delle nostre imprese e per tentare di consolidare la ripresa avviata dopo la pandemia. Dario Fabbri, uno dei più importanti analisti geopolitici italiani, giornalista e direttore di Domino, rivista mensile di geopolitica, e recente relatore all’assemblea generale di Confartigianato Como, prova a fornire una chiave di lettura del momento che viviamo anche per stabilire cosa si prospetta nei prossimi mesi e quanto sia reale il rischio di blackout energetico.

Le imprese italiane stanno soffrendo pesantemente per i costi dell’energia. Quale è l’origine di questa situazione?

L’incremento dei prezzi era iniziato già prima dello scoppio della guerra in Ucraina, anche perché le filiere dell’approvvigionamento e del trasporto si erano affaticate pesantemente nel corso dei mesi peggiori della pandemia. I costi energetici sono aumentati ulteriormente a causa del conflitto, sia perché la Russia era il nostro principale fornitore ed è intervenuta con una riduzione della vendita di gas, sia perché il contesto bellico ha provocato un fisiologico aumento dei prezzi.

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