Vi ricordate lo scontrino dei 2 euro per tagliare il toast? All’estero è diventato l’esempio della “cara estate italiana”

Caro prezzi I folli costi dell’estate nel nostro Paese: potrebbe essere riassunto così l’articolo dedicato dall’emittente statunitense CNN che parte proprio dal caso del toast diviso a metà a Gera Lario

In molti hanno giudicato la polemica sterile, tantissimi invece hanno voluto dire la loro sul caso dello scontrino del bar di Gera Lario che riportava la voce “diviso a metà”, per indicare il sovrapprezzo relativo a un servizio richiesto dai clienti per dividere in due parti il toast. Al prezzo di 2 euro.

Il tema ha suscitato attenzione un po’ in tutta Italia, ma questo mese la notizia è sbarcata anche oltreoceano. La CNN infatti ha dedicato allo scontrino di Gera Lario il titolo di un’indagine più ampia che, proprio a partire da questo caso, analizza l’andamento dei prezzi dell’estate italiana. L’articolo infatti è stato pubblicato con questo titolo: “2 dollari per tagliare un sandwich a metà: le scandalose fregature a danno dei turisti in Italia” (in originale: $2 to cut a sandwich in half: The outrageous rip-offs targeting tourists in Italy).

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Cara estate italiana

«Una vacanza in Italia può anche essere un’esperienza senza prezzo per coloro che hanno apprezzato tutto quello che questo Paese ha da offrire. Ma l’estate del 2023 verrà ricordata come una delle più care della storia dopo la serie di scandali legati ai prezzi di bar e ristoranti che hanno colpito i turisti stranieri così come quelli italiani». Inizia così l’articolo della CNN che, immediatamente dopo queste prime righe, fa riferimento al caso di Gera Lario riportandolo nel dettaglio.

Lo riassumiamo per chi se lo fosse perso: un cliente occasionale del bar Pace di Gera Lario, Antonio Villa, ha diffuso la fotografia di uno scontrino per un toast vegetariano con patatine, una Coca Cola, mezzo litro di acqua gassata e un caffè, cui si aggiunge la voce “diviso a metà”, per il costo di due euro, che ha destato la sorpresa dell’avventore. «Prendi un toast, chiedi di tagliarlo a metà per darne un angolo alla tua compagna e, magia, il programma già prevede la voce “diviso a metà” al costo di 2 euro – aveva detto Villa – . Ebbene sì, nel Comasco succede anche questo. Non mi era mai successo nel mondo che ho visitato».

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Dal lago di Como a Ostia, passando per la Liguria (ma anche per Erba)

Non è l’unico esempio citato dalla CNN, che infatti fa riferimento anche alla giovane madre che a Ostia si è trovata a dover pagare due euro per far riscaldare al microonde il biberon del figlio. O, ancora, cita la coppia di turisti che ha pagato 60 euro per due caffé e due bottigliette d’acqua all’hotel Cervo in Sardegna; così come i turisti che hanno dovuto pagare due euro per un piattino (vuoto) per la condivisione, in Liguria, e quelli cui invece sono stati chiesti 10 centesimi per una spolverata di cacao sul cappuccino, a Erba, portando così a due gli esempi citati dall’emittente statunitense in relazione al nostro territorio.

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I dati italiani e la “tassa sulle vacanze”

L’articolo di Cnn fa poi riferimento anche a un’indagine realizzata da Facile.it e Consumerismo no profit in relazione all’aumento dei costi, in particolare in alcune aree turistiche del nostro Paese. Un caro prezzi che quest’estate ha portato oltre 5 milioni di italiani a non partire per le vacanze per ragioni economiche, e molti altri a preferire mete all’estero, pur restando sul Mediterraneo, come è stato nel caso, anche questo discusso, dell’Albania.

Tra le ricerche italiane sul tema che CNN prende in considerazione c’è quella di Assoutenti, che pochi giorni fa ha pubblicato un’indagine dedicata proprio al caro vacanze. Secondo i dati riportati gli italiani, nel 2023, hanno speso 1,2 miliardi in più del 2022 per le ferie, pur facendo vacanze più brevi rispetto allo scorso anno. «I rincari nel comparto turistico hanno rappresentato quest’anno una vera e propria “tassa sulle vacanze”, aumenti spesso ingiustificati e frutto di mera speculazione – denuncia il presidente Furio Truzzi – Gli operatori sono stati però puniti perché, come attestano i dati ufficiali, nella settimana centrale di agosto i prezzi troppo alti hanno allontanato i turisti e le strutture non hanno registrato il tutto esaurito. A causa di questa situazione gli italiani da un lato hanno ridotto i giorni di villeggiatura, dall’ altro guardano sempre più verso mete estere come Albania, Spagna e Croazia che garantiscono maggiore convenienza. Un segnale che il governo e gli operatori del settore farebbero bene a non sottovalutare».

Estate italiana 2023: anno di «transizione»?

A colmare alcuni dei buchi creatisi nel turismo interno per via del caro prezzi ci sono senza dubbio i turisti stranieri e soprattutto quelli più ricchi - secondo la CNN si tratta perlopiù di americani e asiatici, che hanno sostituito gli abbienti russi, assenti per via della guerra in Ucraina - tanto che il turismo di lusso in Italia, secondo il ministero del Turismo, è cresciuto quest’anno e potrebbe raggiungere, entro la fine della stagione, gli 11.7 milioni di viaggiatori intenzionati a soggiornare in hotel a cinque stelle.

In un’intervista rilasciata da Daniela Santanché a Il Giornale, la ministra del turismo ha affermato che quest’anno per il turismo italiano «registriamo un aumento del 27% degli stranieri», sostenendo che l’estate 2023, così cara (e considerata tale anche all’estero come l’indagine di CNN dimostra), costituirà un periodo di «transizione».

«Il 2023 andrà letto come un anno di transizione per il turismo in Italia - ha affermato infatti la ministra in un’altra intervista per La Nazione - Non bisogna usare né iperboli per esaltarsi, né piangere per presunti flop. I dati vanno analizzati a fine stagione».

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