Parlamentari, caccia ai (pochi) posti. E a marzo è il turno delle regionali

Elezioni Per le politiche liste entro il 22 agosto: verso la ricandidatura Molteni, Butti e Braga - Per Milano la Lega punta sugli uscenti (Fermi, Turba, Spelzini). Il Pd su Orsenigo. FdI ha due nomi

Parlamentari, caccia ai (pochi) posti. E a marzo è il turno delle regionali
Nel marzo del 2018 ci fu l’election day: politiche e regionali insieme

Como

Saranno elezioni lampo quelle del prossimo 25 settembre. Ed è già iniziato il conto alla rovescia per la presentazione delle liste, che dovranno essere depositate il 21 e il 22 agosto. Meno di un mese, quindi, per scegliere gli aspiranti parlamentari. I posti disponibili in posizioni di eleggibilità saranno molto pochi, tenendo conto del taglio del 40% degli onorevoli e delle modifiche dei collegi. Cantù perde l’uninominale alla Camera e al Senato, dove erano stati eletti rispettivamente Nicola Molteni (Lega) e Licia Ronzulli (Forza Italia). Per il canturino Molteni (attualmente sottosegretario all’Interno) salvo sorprese che sarebbero clamorose, ci sarà il collegio di Como per la Camera (dove era stata eletta Laura Ravetto, che a questo punto verrà candidata altrove).

I posti disponibili sono molto pochi

Al Senato potrebbe tornare Ronzulli o, se si opterà per candidati locali, il nome di punta è quello del deputato Alessio Butti (Fratelli d’Italia, nel 2018 eletto nel collegio di Lecco) che potrebbe comunque andare anche nel proporzionale al primo posto della lista di FdI. Difficile, invece, pensare alla ricandidatura della leghista Erica Rivolta, anche perché i collegi blindati non andrebbero di certo entrambi alla Lega. Lega che ha più nomi che posti: cinque anni fa nel proporzionale vennero eletti Eugenio Zoffili e Alessandra Locatelli. Pensare al bis è complesso visto che nel proporzionale gli eletti, di tutte le forze politiche delle province di Como, Sondrio, Lecco e parte della Bergamasca saranno solo cinque. Possibile, quindi, che uno dei due venga candidato in buona posizione altrove (Zoffili, ad esempio, è stato coordinatore in Sardegna e non è escluso quindi che possa correre lì). C’è poi Claudio Borghi, eletto in Toscana: complicato trovare uno spazio per lui in zona comasca.

In ogni caso il primo passo per poter fare previsioni sarà quello della ripartizione dei collegi tra le forze politiche, che dovrà essere fatta in tempi molto ristretti. Improbabile una rielezione di Giovanni Currò(M5S) visti i dati in caduta libera, in primis in Lombardia e nel Comasco (sono fuori anche dal consiglio comunale e non hanno presentato una lista). Per il Pd il nome di spicco al momento resta quello di Chiara Braga, eletta nel 2018 nel proporzionale: è nella segreteria nazionale per occuparsi di Transizione ecologica, tema su cui il segretario Enrico Lettta ha deciso di puntare la campagna elettorale. Difficile pensare che possa non candidarla.

Il primo passo sarà la ripartizione dei collegi

Il clima politico è a dir poco rovente, non solo a Roma. Sullo sfondo incombono già le elezioni regionali (a marzo). La Lega riconferma gli uscenti: il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi (che punta a un ruolo di primo piano), il sottosegretario Fabrizio Turba e Gigliola Spelzini. In tre per due posti (ad oggi e in caso di vittoria del centrodestra). FdI ha l’obiettivo di tornare in consiglio: tra i nomi che circolano per la lista quello dell’ex assessore Marco Butti e dei sindaci di Argegno Anna Dotti e di Rovellasca Sergio Zauli. Punto di domanda per Forza Italia che, però difficilmente riuscirà a prendere un seggio (cinque anni fa entrò con Fermi). Il Pd, invece, concentra tutto di nuovo sull’uscente Anfelo Orsenigo.

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