In città c’è fame di casa. Arriva un nuovo bando della Regione per ristrutturare e riabitare

Como Finanziamento da 96 milioni per ristrutturare edifici e dare abitazioni a prezzi accessibili

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L’assessore regionale alla Casa, Paolo Franco, in visita tra due settimane a Como, ha annunciato un nuovo finanziamento tramite politiche europee da 96 milioni per ristrutturare edifici e dare al ceto medio abitazioni a prezzi accessibili. Lavoratori e famiglie con Isee tra 14mila e 40mila euro che altrimenti faticano a trovare soluzioni a costi calmierati. Imprese, cooperative, Comuni, Aler, l’intervento propone più misure per rispondere all’emergenza abitativa.

«Noi siamo molto interessati e intendiamo di certo partecipare – spiega Silvano Molteni, presidente della Cooperativa Edificatrice che gestisce circa mille abitazioni per lavoratori tra Como e provincia – vorremmo investire in grandi nuovi piani di edilizia residenziale, anche nel capoluogo, ma senza aiuti servono capitali ingenti, il rientro tramite affitto è troppo a lungo raggio. Abbiamo diverse palazzine da sistemare, una quarantina di appartamenti vuoti tra via Zezio, via Viganò e via Castellini, zona Napoleona».

Attraverso un precedente simile in via Zampiero la cooperativa Abitazione Comense, grazie a 1,4 milioni, ha riqualificato un edificio abbandonato . Lo scorso settembre, durante la visita dell’assessore regionali, il taglio del nastro era stato immaginato proprio adesso, entro giugno, ma l’attesa dei vari permessi comunali farà slittare le consegne attorno ad ottobre. «Questo perché sarà poi il Comune a verificare le corrette assegnazioni – spiega Antonio Lamarucciola, presidente della cooperativa –, anche in questo caso gli inquilini dovranno rispondere a diversi requisiti dichiarando un Isee idoneo». Sempre la Regione tramite Aler deve anche cedere i terreni in via Castellini della vecchia stamperia ormai rasa al suolo per dare mandato a delle società o imprese interessate che vogliano costruire alloggi a canoni inferiori alla media del mercato.

Per la vendita e non l’affitto, il Consorzio Abitare conta di sbloccare il progetto per fare dell’ex tinto stamperia della Val Mulini un nuovo polo residenziale, una idea ferma da qualche anno. «Non è un’operazione semplice, ma siamo fiduciosi – spiega il presidente Patrizio Tambini - abbiamo finito l’intervento davanti all’università in via Valleggio. Il ceto medio ha certamente bisogno di soluzioni accessibili». Ancor più nei centri urbani più attrattivi e magari con una vocazione turistica come Como.

«Il tema della casa, per le fasce più in difficoltà – riflette Ezio Vergani, presidente della Camera di Commercio – è uno degli argomenti maggiormente all’attenzione delle autorità locali. Ci lavora la Prefettura, insieme a Confindustria. L’idea di dare la possibilità ai privati di ristrutturare tramite un fondo e offrire abitazioni a famiglie e lavoratori, avendo come garante la fondazione Scalabrini, sta prendendo piede. Assegneremo presto nuovi alloggi».

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