La nuova legge elettorale Anti renzi
Dice: ma con quello che sta succedendo in Medio Oriente, bisogna proprio parlare della legge elettorale? Magari sì, visto che sull’argomento i politici nostrani sono più che informati, mentre dell’attacco Usa all’Iran nessuno ha detto nulla a Meloni & C, al punto che il ministro della Difesa era in vacanza in uno dei teatri bellici
Dice: ma con quello che sta succedendo in Medio Oriente, bisogna proprio parlare della legge elettorale.? Magari sì, visto che sull’argomento i politici nostrani sono più che informati, mentre dell’attacco Usa all’Iran nessuno ha detto nulla a Meloni & C, al punto che il ministro della Difesa era in vacanza in uno dei teatri bellici. Vabbeh, comunque le nuove regole per il voto ipotizzate dalla maggioranza stanno già creando un bailamme. E ti credo. Primo mancano le preferenze. Per i politici questa non è la cosa più importante, anzi…
Però, magari, se si volessero riportare gli astenuti cronici ai seggi, non sarebbe male offrire loro la possibilità di scegliere chi desiderano che li rappresenti. E non fargli trovare la minestra già cucinata dai leader di partito che amano, nessun escluso, avere gruppi in Parlamento, controllabili. Secondo c’è quel “premione” di maggioranza che sembra un sei al Superenalotto per la coalizione che dovesse raggiungere il 40%, anche superando gli avversari di un solo voto. I seggi ottenuti in più consentirebbero ai vincitori di eleggersi il capo dello Stato da soli. E questo è chiaramente l’obiettivo della destra, che non ha mai avuto un suo esponente al Quirinale. Pensare che il premio potrebbe anche piacere al Pd, che, in caso di successo sia pure dentro il “Campo largo”, ma come principale azionista dell’alleanza, potrebbe, per la prima volta nella sua storia, governare grazie ai consensi e non ai magheggi di Palazzo. Oltretutto per Elly Schlein evitare primarie trappola sarebbe balsamico. Per questo alla fine, al di là delle opposizioni di maniera, non è detto che in casa Dem la cosa sia stata presa così male.
Sulle preferenze, Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, ha aperto, anche alla luce delle tante dichiarazioni favorevoli del premier Giorgia Meloni quando non era ancora tale. Qualcuno dice che comunque un eventuale emendamento sarebbe affossato dalle Camere. E comunque per il capo del governo, il problema del controllo dei suoi deputati e senatori è relativo: le corbellerie che spesso esprimono (a partire dai ministri) sono difficili da gestire. A tal proposito si potrebbe citare anche Donzelli, il quale ha spiegato che con questa proposta di legge elettorale un’ipotetica maggioranza sarebbe solida come quella attuale che peraltro è stata eletta con il “Rosatellum” ora in vigore. E allora perché cambiarlo?
Comunque un altro obiettivo di queste norme elettorali potrebbe essere quello di neutralizzare Matteo Renzi. Il senatore di Rignano, nonostante il consenso risibile, è l’oppositore più tignoso di Meloni. E l’eventualità che, tornando a votare con le attuali regole, venisse fuori un pareggio rimetterebbe l’ex presidente del Consiglio ed ex segretario Dem al centro di un gioco che lui conosce benissimo: quello di costruire maggioranze e governi pur pesando per il 2%. Lo ha già fatto con il Conte Bis e l’esecutivo Draghi, riuscendo a svolgere anche quel ruolo di “ago della bilancia” che esercitava in passato il leader del Psi Bettino Craxi, il politico che, al netto di Mani Pulite, somiglia di più a Renzi per spregiudicatezza e visione.
Sarà un caso, ma il leader della “Casa Riformista”, ancora non si è espresso sulla proposta di legge elettorale del centrodestra battezzata con il solito latinismo: “Stabilicum” perché appunto garantirebbe la stabilità dei governi. Di certo farà di tutto per sabotarla.
@angelini_f
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