Da molto tempo il cabarettista Leonardo Manera interpreta il personaggio di Geppo Garosio, fantomatico ex leghista fuoriuscito dal movimento che considera troppo moderato e fondatore di una nuova forza politica: il partito super sovranista italiano. Come si vede, dopo l’addio dell’ex generale Vannacci al Carroccio, ancora una volta, in politica, la realtà se non supera, almeno eguaglia la fantasia. La vicenda però rischia di avere ripercussioni pesanti sulla coalizione di governo, oltre a evidenziare la scarsa lungimiranza di Matteo Salvini che aveva posto Vannacci tra i suoi vice, provocando non pochi mal di pancia nel movimento. Ora l’autore del best seller (sic!) “Il mondo al contrario” cercherà probabilmente di portare nel nostro panorama politico quella che è l’Afd in Germania, una forza di estrema destra che sta scalando sondaggi ed elezioni. E questo non lascia certo spazi a sonni tranquilli per Giorgia Meloni e C. Vannacci potrebbe calamitare quell’elettorato che, appunto, considera poco di destra la politica del governo. Anche se a rischiare l’emorragia di consensi potrebbe essere più la Lega, a oggi e prima della sortita dell’ex generale, il partito più estremista.
La distanza ridotta, almeno sempre stando ai sondaggi, tra centrodestra e campo largo, rende ancora più allarmante, per i suoi ex alleati, l’addio di Vannacci. Se poi fosse vero che quest’ultimo si è incontrato in segreto con un altro toscano, Matteo Renzi (che strana coppia) il livello di guardia si alzerebbe ancora di più. Nonostante l’esiguità dei consensi, infatti, l’ex premier è un maestro nel rottamare i governi. E possiede quella spregiudicatezza di chi non bada ai mezzi pur di raggiungere il fine.
Ma quale potrebbe essere? La vittoria del campo largo con i Cinque Stelle di Conte protagonisti di un governo guidato da Elly Schlein? Sì, pur di evitare il Meloni bis e, soprattutto, l’elezione di un presidente della Repubblica per la prima volta espressione della destra (si voterà nel 2029) potrebbe andare anche bene. Ma il vero obiettivo dell’ex sindaco di Firenze ed ex leader Dem, potrebbe essere un altro. Cioè il pareggio tra le due coalizioni. In questo modo Renzi si toglierebbe di mezzo sia Meloni sia Schlein per fare ancora una volta da “levatrice” a un governo tecnico, magari, anche se appare molto difficile, con Mario Draghi alla presidenza del Consiglio. Sarebbe una sorta di “giorno della marmotta” della nostra politica che rivivrebbe sempre la medesima situazione. Magari con tutti partiti dentro la maggioranza di questo ipotetico governo e Fratelli d’Italia unica forza di opposizione, pronta a raccogliere i frutti alle elezioni del 2032. Fantapolitica? Chissà. Intanto però è evidente come la scelta di Vannacci non sia rimasta indifferente al centrodestra. I due principali giornali che sostengono la coalizione hanno usato nei loro titoli espressioni come “alto tradimento” e “diserzione”. La accuse più infamanti per un militare pronto a cominciare un’altra campagna politica contro i suoi ex amici. E anche questo è un tratto molto presente nella storia italiana.
@angelini_f
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