Prima cosa da fare? Per l’assessore Fontana è agevolare il dialogo tra i vari uffici

I nuovi assessori/6 Intervista ad Alberto Fontana: affari legali, bandi, servizi cimiteriali, demografici ed elettorali, legalità e lotta alle mafie

Avvocato, conosce Rapinese da «molti anni», Alberto Fontana si occuperà di deleghe molto tecniche, dai Bandi agli Affari legali, dai Contratti alla Lotta alle mafie, dalla Trasparenza ai Servizi amministrativi cimiteriali, demografici ed elettorali.

L’intervista ad Alberto Fontana, insieme a quelle a Nicoletta Anselmi, Maurizio Ciabattoni, Enrico Colombo, Nicoletta Roperto e Michele Cappelletti, fa parte di una serie di interviste realizzate da La Provincia con i nuovi assessori della giunta Rapinese: per leggerle integralmente è necessario essere registrati. Lo si può fare velocemente e in modo gratuito cliccando qui.

Partiamo da lontano. Quando ha conosciuto Rapinese, visto che è alla seconda candidatura con lui?

Sinceramente non lo ricordo perché lo conosco da tanti tanti anni. Almeno quindici se non 20.

E la candidatura come è nata?

Da una condivisione di un progetto su cui, parlandone al Comobar fuori da ogni ufficialità, mi ha trovato d’accordo. Ho sempre creduto fosse necessario dare a Como un’impronta concreta con interventi immediati che solo il suo progetto politico poteva assicurare. Quindi io, a livello di amicizia, gli ho più volte detto “Rapi, ti sostengo, perché è la strada giusta”. Da qui è nata la richiesta di candidatura a cui ho aderito con entusiasmo fin da subito.

Si aspettava la vittoria e quando ha capito che questa avrebbe potuto essere la volta buona?

Sinceramente non me l’aspettavo, ma ho iniziato a crederci davvero quando parlavo con la gente e sentivo che si respirava un’aria diversa. Ero rappresentante di lista a Lora e, quando ho iniziato a vedere “Rapinese, Rapinese, Rapinese” in una zona di sinistra, ho capito che stava succedendo qualcosa di serio. Va detto, però, che ancor prima del primo turno si respirava positività e, una volta arrivati al ballottaggio, l’atmosfera ti faceva percepire che c’era voglia di cambiare.

Lei e il sindaco siete anche grandi interisti. È una passione che condividente?

Ci stono stati anni in cui eravamo abbonati a San Siro, nello stesso settore, ma insieme abbiamo condiviso dagli spalti del Bernabeu di Madrid la gioia della notte del 22 maggio 2010.

Lei ha deleghe molto tecniche. Quali sono le prime cose da fare?

Innanzitutto distinguiamo i vari settori. Ho avuto colloqui molto costruttivi con i dirigenti, persone competenti e disponibili e propense a fare in modo che le cose migliorino. Per il settore legale, la prima cosa da fare è agevolare il dialogo tra i vari uffici perché nessuno è fine a se stesso e non si deve arrivare lunghi sulle scadenze che, quando si parla di contenziosi, sono importantissime. Agevolando il dialogo interno tra uffici e settori, ciascuno potrà lavorare meglio e con più tranquillità.

Tema bandi, su cui il Comune ha registrato più di un problema tra quelli ritirati e quelli andati a vuoto. Un assessore, su procedure meramente tecniche, cosa può fare?

Fermo restando che la responsabilità è collegiale della giunta e che non prenderò nessuna decisione e nessun indirizzo da solo, quello che posso fare è intervenire da tecnico con l’obiettivo di evitare anomalie che portino a ricorsi e annullamenti in autotutela. Su questo credo di poter dare il mio apporto.

Le gare però poi devono andare avanti da sole...

Sarebbe anomalo il contrario.

Servizi ai cittadini. La sua collega con delega all’Urp ha detto che andrà migliorata la comunicazione.

Concordo, dovremo lavorare molto bene sulla comunicazione, sul sito web e su tutto quello che può agevolare l’utenza affinché chi arriva in Comune se ne vada con soddisfazione.

Servizi amministrativi cimiteriali, vuol dire anche concessioni. In campagna elettorale il sindaco aveva parlato di digitalizzare gli atti.

Dal punto di vista dell’anagrafe mortuaria, si deve partire immediatamente con un processo di digitalizzazione. Sulle concessioni ho già avuto colloqui con il dirigente ed è necessario che ci sia una comunicazione puntuale. Specialmente sulle tombe di famiglia, le cose sono ingarbugliate da tempo e al cittadino si devono dare certezze: a che punto sono, che durata hanno, se sono scadute, rinnovabili e a che condizioni. Ci sono anche canoni di concessione non riscossi perché l’amministrazione è stata inerte e su questo valuteremo come si può agire. Infine c’è la questione del forno crematorio.

È stato chiuso a lungo e ha avuto problemi. Lei cosa vuole fare?

Realizzeremo in aggiunta a quello attuale un nuovo impianto, che è già stato autorizzato.

Vi accusano di mancanza di esperienza e conoscenza della macchina comunale. Cosa risponde?

Nessuno nasce imparato e nemmeno gli assessori prima di noi lo erano. Se i settori parlano tra di loro si rende fluida la macchina. Importante è remare tutti nella stessa direzione.

Lei ha anche la delega alla trasparenza. Si potrà accedere con più facilità alle informazioni?

Massima trasparenza sulle questioni amministrative, per il resto bisogna mantenere l’equilibrio tra la necessità di fare in modo che il cittadino possa accedere agli atti dell’amministrazione con la necessità di tutelare la privacy di chi può essere oggetto di vari provvedimenti. L’agenda, sotto questo profilo, è dettata dalle leggi.

Infine la lotta alle mafie. Cosa può fare il Comune?

È un tema delicatissimo. Deve essere chiaro che non è nostra competenza fare indagini, ma dobbiamo essere bravi ad intercettare situazioni anomale. Sappiamo bene che la criminalità organizzata è ben presente sul territorio: bisogna essere vigili e, se necessario, fare segnalazioni circostanziate.

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