Como città per ricchi: dal 2020 a oggi ha perso mille residenti
Spopolamento urbano Il capoluogo perde residenti, che il mercato della locazione turistica espelle dal centro storico, e così i Comuni del lago. Servono case per forze dell’ordine, autisti, infermieri, insegnanti
Un migliaio di residenti persi dal 2020 a oggi. Con un saldo migratorio in discesa e con meno bambini nei prossimi vent’anni la città rischia, in uno scenario negativo che coinvolge altri grandi centri della provincia, di scendere da 83mila a circa 70mila abitanti. La provincia tiene, anche se avvicinandoci al 2050, secondo le stime Istat, la fascia di popolazione destinata ad aumentare di più sarà quella degli over 75, a tutto discapito dei minorenni. Serviranno case più piccole, per famiglie composte in maggioranza da una persona sola.
Male anche i Comuni del lago, sempre per ragioni legate al turismo e all’aumento vertiginoso dei prezzi, delle case ma non solo. Due esempi: a Laglio, all’ombra di casa Clooney, ci sono 818 abitanti; nel 2024 erano 842. A Carate erano 1140 quattro anni fa. Oggi sono 1103. Si migra in montagna, che costa meno. Non sarà un caso che a Dizzasco, dal 2022 a oggi i residenti siano passati da 634 a 678.
I tentativi di trovare soluzioni
Il problema casa sta assumendo i contorni dell’emergenza. Servono alloggi per il ceto medio. Il capoluogo perde residenti, soprattutto in centro, per le stesse ragioni; i prezzi delle case costringono le fasce più fragili e le nuove famiglie a spostarsi altrove.
Non è un caso che siano almeno un paio di anni che, coordinati dalla Prefettura, diversi enti del territorio e diverse associazioni datoriali si spendono per dare sistemazioni a prezzi sostenibili a un crescente numero di lavoratori e giovani coppie, altrimenti esclusi dal mercato immobiliare. Un tema su cui anche il vescovo ha invitato la città a riflettere. Un primo tentativo di trovare soluzioni è stato avviato con l’aiuto di Confindustria e un fondo aperto dalla Fondazione Comasca e dalla Diocesi. Così i privati possono sistemare e mettere a disposizioni case sfitte, da affidare con le dovute garanzie alla Fondazione Scalabrini. Questo progetto, “All’Oggi”, ospita a oggi una trentina di lavoratori e persone indigenti.
Il prefetto: «Auspico che altri enti locali e realtà del territorio ci aiutino»
«Sappiamo bene che l’esigenza abitativa rappresenta oggi una delle sfide più complesse e importanti per il nostro territorio – commenta il prefetto Corrado Conforto Galli -. Per farvi fronte occorrono strumenti operativi, continui e coordinati, capaci di tradursi in interventi concreti, misurabili e tangibili nel tessuto sociale quotidiano. Perché questo modello virtuoso esprima appieno il suo potenziale ed estenda in modo omogeneo la sua rete di protezione, è fondamentale che il percorso continui a crescere. Formulo pertanto il più sentito auspicio che anche altri enti locali e realtà del territorio possano aderire». In parallelo Aler sta assegnando una dozzina di appartamenti all’Asst Lariana, per accogliere a canone calmierato in città infermieri, così che prendano servizio al Sant’Anna. Ma hanno bisogno di case anche gli autisti dei bus di Asf, azienda che si sta attrezzando da tempo a proposito di alloggi.
In attesa dei nuovi alloggi popolari
Le forze dell’ordine attendono i nuovi alloggi popolari in via Cecilio, una quarantina appena sistemati. Gli insegnanti per scegliere la cattedra qui e non nel sud Italia avrebbero altrettanto bisogno di sistemazioni a basso costo. Nel privato non da oggi gli albergatori riservano camere agli inservienti. A fare più fatica di tutti le persone in condizioni di indigenza e quelle di nazionalità straniera. A tal proposito sempre Aler ha assegnato in via Di Vittorio dieci alloggi da sistemare alla parrocchia di Rebbio. Realtà che tramite enti caritatevoli e chiese ospita circa duecento persone, profughi, migranti, professionisti con un contratto di lavoro in mano, ma senza un contratto d’affitto in tasca.
Le piccole esperienze di abitazioni sociali nel terzo settore si sono moltiplicate in questi ultimi anni, è un argomento sui anche Caritas è impegnata.
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